Il sito del Battesimo di Gesù sarà sminato e reso accessibile ai fedeli

Papa Francesco sul Fiume Giordano
Foto: terrasanta.net
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Quarantanove anni dopo la Guerra dei sei giorni verrà bonificata dalle mine e da altri ordigni che ancora vi si trovano disseminati, l’area della riva occidentale del fiume Giordano, all’altezza del luogo che la tradizione identifica come il posto del battesimo di Gesù.

Halo Trust è l’organizzazione umanitaria mondiale per la bonifica dei campi minati e provvederà a sminare il sito del battesimo di Gesù esattamente a Wadi Kharrar.

Dopo gli accordi stipulati con Israele, l’Autorità Palestinese e le 8 Chiese cristiane che vi possiedono proprietà, Halo Trust ha lanciato una Campagna per la raccolta dei fondi necessari allo sminamento del luogo. Sono ancora disseminate circa 3.800 mine e l’organizzazione umanitaria chiede alle Chiese di sollecitare l’attenzione sull’antico sito. La stima del costo totale delle operazioni di sminamento, riferisce il portale della Custodia di Terra Santa, è di 4 milioni di dollari.

L’area è inaccessibile dal 1967 e solo con la visita di Giovanni Paolo II, nel 2000 in Terra Santa, è stato aperto un minuscolo accesso al fiume ed è stato sviluppato in Giordania un importante centro per pellegrini e turisti e nelle varie chiese delle differenti confessioni Cristiane viene ricordato il Battesimo di Gesù.

La Chiesa Cattolica, rappresentata dalla Custodia di Terra Santa, possiede una porzione di terreno sul versante sud della strada che collega Gerico al fiume Giordano. I francescani della Custodia di Terra Santa celebrano la Peregrinazione del Battesimo di Cristo nella festa del Battesimo del Signore, la domenica che segue la solennità dell’Epifania. Quando l’intera zona sarà bonificata dalle mine, sarà possibile accogliere migliaia di pellegrini per visitare il fiume Giordano e antiche chiese e monasteri finora ritenuti non sicuri proprio per via delle mine.

Un intervento molto delicato che potrebbe richiedere fino a due anni. A conclusione dei lavori quella zona cesserà così di essere una “zona militare chiusa”, e tornerà ad essere un luogo di preghiera.

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