Torna al Padre Carmen Hernandez, iniziatrice del Cammino Neocatecumenale

Carmen Hernandez, iniziatrice del Cammino Neocatecumenale
Foto: © Cammino Neocatecumenale
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Non le piaceva chiamarlo movimento, né associazione e congregazione. Per Carmen Hernandez, il Cammino Neocatecumenale, che lei contribuì a fondare insieme a Kiko Arguello, era una realtà che scaturiva dal Concilio Vaticano II. Una realtà in cui si trovò coinvolta, ma che in realtà cercava. Perché in Carmen Hernandez – Carmen, come la chiamano tutti nel Cammino, e anche fuori – lo zelo missionario era sempre venuto prima di ogni cosa. Ed è quella l'eredità che lascia al Cammino, Carmen Hernandez, morta il 19 luglio ad 85 anni. 

Nata il 24 novembre 1930 a Olvega en Soria, in Spagna, doveva essere avviata ad una realtà imprenditoriale. Lei però si limitò a prendere la licenciatura in chimica, e poi cominciò il suo percorso missionario. Voleva andare in India, si legò alle Misioneras de Cristo Jesùs a Barcellona, mentre lavorava in fabbrica o come donna delle pulizie per mantenersi.

In cerca di giovani missionari, incontra Kiko Arguello. Gliene parla la sorella Pilar, che lavorava come volontaria in una associazione di prostitute. Kiko era un pittore, ma aveva rinunciato a tutto, era andato con una Bibbia e una chitarra tra le barocche di Palomeras Altas.

Lì si trasferisce anche Carmen, e comincia con Kiko l’avventura del Cammino Neocatecumenale, passo dopo passo. Carmen contribuisce a creare le prime comunità, si trasferisce con Kiko a Roma, partecipa alla stesura delle Catechesi iniziali anche grazie alla formazione teologica che ha approfondito nei suoi studi mentre lavorava per le Misioneras de Cristo Jesus. Con Kiko, crea un modello di evangelizzazione e anche una liturgia che poi sarà anche oggetto di numerose discussioni con Roma, fino alla personalità giuridica ottenuta nel 2008.

Era un carattere forte, Carmen Hernandez. Tanto che raccontano si sia alzata in piedi dopo una catechesi di Kiko affermando: “Io dico sempre a Kiko che l’inferno è pieno di predicatori come lui”. Oppure che, durante un suo lungo discorso davanti a Papa Benedetto XVI nel 2009 per i 40 anni del Cammino, mentre Kiko la incitava a concludere, lei lo apostrofò dicendo: “Fai silenzio, parlo al Papa”.

Non che Kiko fosse un carattere più malleabile. Ma forse è proprio il radicalismo dei loro spiriti, la loro proposta cristiana integrale, ad aver fatto del Cammino quello che è oggi: ci sono circa 30 mila comunità in 120 Paesi, migliaia di vocazioni, e un centinaio di seminari, chiamati tutti Redemptoris Mater.

Erano due anime profondamente unite. Kiko ha sottolineato che “è stato commovente che Carmen ha aspettato che io arrivassi, che la baciassi e che le dicessi ‘coraggio’. Dopo che le ho dato un bacio, è andata".

Carmen Hernandez è comparsa in pubblico l’ultima volta il 18 marzo, nell’udienza che Papa Francesco aveva concesso alle famiglie missionarie del Cammino Neocatecumenale. Ma, sebbene non le fosse stata diagnosticata alcuna malattia, nell’ultimo anno e mezzo le sue condizioni di salute si erano aggravate.

Lo scorso 1 luglio, Kiko Arguello, insieme a don Mario Pezzi (che con Kiko e Carmen è il responsabile del gruppo internazionale del Cammino) era stato in udienza privata da Papa Francesco. In quell’occasione, Kiko la chiamò al telefono e le passò il Papa al telefono, che le poté parlare brevemente.

I funerali si terranno il 21 luglio nella Cattedrale Almudena di Madrid, presieduti dall’arcivescovo della città Carlos Osoro Sierra.

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