Tortona, il Vescovo Guido Marini ha preso possesso della Diocesi

Ieri la celebrazione in Cattedrale. "Nulla – ha ribadito il Vescovo di Tortona - è meglio di Gesù Cristo"

Monsignor Guido Marini, Vescovo di Tortona
Foto: Diocesi di Tortona
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Ieri pomeriggio nella Cattedrale di Tortona il nuovo Vescovo Monsignor Guido Marini ha preso possesso della Diocesi. Il nuovo Vescovo, già Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, è stato eletto da Papa Francesco lo scorso 29 agosto e consacrato dallo stesso Pontefice il 17 ottobre nella Basilica Vaticana.

Al rito hanno presenziato numerosi Vescovi tra cui l’emerito di Tortona Vittorio Francesco Viola, ora Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, l’Arcivescovo di Genova Marco Tasca e l'Arcivescovo emerito di Genova Cardinale Angelo Bagnasco. 

“Oggi – ha detto Monsignor Marini nell’omelia - abbiamo già tracciato su di noi un piccolo e triplice segno di Croce. Il significato di questo semplice e bellissimo gesto lo conosciamo bene: esprime il desiderio che la Parola di Dio ascoltata possa divenire la radice viva del nostro modo di pensare, di parlare, di vivere e di amare. In altre parole con quel piccolo e triplice segno di Croce abbiamo affermato la nostra volontà di adesione convinta e gioiosa al Signore Gesù, nostro Salvatore e Redentore, Gesù nostro tutto”.

“In Gesù, Via, Verità e Vita, ci è stato detto e ci stato dato tutto. Nulla è oltre Cristo. Nulla – ha ribadito il Vescovo di Tortona citando Sant’Ignazio di Antiochia - è meglio di Gesù Cristo. Ogni nostra speranza è posta in Cristo. La Chiesa non ha mai altro da dire o dare se non il Signore del tempo e della storia. Guai se coltivassimo la pretesa di essere noi gli artefici della nostra santità. Guai se ci cadessimo nell’inganno di pensare che l’evangelizzazione è opera delle nostre mani.  Guai se immaginassimo di poter operare noi al posto del Signore, senza di Lui o meglio di Lui. Lasciamo invece che Egli possa risplendere in noi con tutta la Sua bellezza che attrae davvero, facciamo spazio perché Egli possa operare con tutta la potenza del Suo amore che affascina davvero. Mettiamoci da parte perché Egli possa essere il protagonista vero di ogni passo del nostro cammino, allora avremo la gioia di poter toccare con mano la fecondità della nostra collaborazione al suo disegno di provvidenza e di amore. Non temiamo mai la nostra povertà, non è mai ostacolo alla azione dello Spirito di Cristo”.

Poi, rivolgendosi alla Chiesa di Tortona affidata alla sua cura pastorale, Monsignor Marini ha lanciato l’invito a rimanere “serena come bambina che si abbandona fiduciosa nelle braccia del Padre”, a custodire “con cura il Primato di Dio, con la preghiera intensa e continua, con l’adorazione ininterrotta e fedele”.

“Il Papa – ha detto infine monsignor Marini nel saluto conclusivo - mi ha raccomandato la vicinanza a Dio, ai vescovi, ai sacerdoti e alla gente. Chiedo al Signore che mi faccia vivere nella quotidianità della vita questa indicazione che è ancor più un mandato per il mio episcopato. La vicinanza trova una espressione nel ringraziamento a Dio che mi ha inviato per tramite del Santo Padre a questa Chiesa, sposa che da me è già tanto amata e che spero di amare ogni giorno di più, sarà l’onore di ogni mia giornata. Questa Chiesa è la grande gioia del mio cuore di pastore”.

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