Un missione ad Aleppo per l’Amministrazione Apostolica dell’Albania Meridionale

ll vescovo Giovanni Peragine, amministratore apostolico dell'Albania Meridionale
Foto: Vatican News
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Niente è normale ad Aleppo”. È con queste parole che il vescovo Giovanni Peragine, barnabita, amministratore apostolico dell’Albania Meridionale, definisce la situazione nella città siriana. Il vescovo è stato in Siria dal 27 al 31 maggio, con un gruppo di suore Marcelline.

Non è la prima volta che il vescovo Peragine porta la solidarietà in zone difficili. Lo scorso anno, era stato in pellegrinaggio in Libano, per portare la sua solidarietà e osservare da vicino la situazione dei rifugiati. Il suo racconto parte da un viaggio nella notte, in macchina, per arrivare ad Aleppo, dove ha trovato una città in un clima di festa, enfatizzato dal fatto che era il mese di Ramadan e dunque i musulmani digiunavano l’intero giorno.

E così, il buio della notte ha nascosto la situazione. Perché, appunto, “niente è più normale ad Aleppo”, cittadina in ginocchio da tutti i punti di vista, dove il clima di dialogo di un tempo è stato spazzato via dalla distruzione di diverse moschee e del 60 per cento delle diverse chiese.

Il vescovo Peragine le definisce “le macerie di vite spezzate, impaurite, senza un domani”. Il 28 maggio, il gruppo guidato dal vescovo Peragine ha incontrato padre Ibrahim Alsabagh, parroco della parrocchia latina di San Francesco.

L’amministrazione apostolica dell’Albania meridionale si impegna molto nell’aiuto dei profughi, specialmente quelli che vengono dalla zona di Gijrokastro e Korcia, mentre le suore marcelliane di Saranda, che hanno accompagnato il presule, hanno lavorato anche con i bambini siriani sistemati nei campi di Grecia.

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