Una settimana in Colombia per il Cardinal Filoni

Il Cardinal Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Sette giorni in Colombia, per ordinare vicari apostolici, incontrare l’unica diocesi del Paese ancora sotto la giurisdizione di Propaganda Fide, dare impulso al XXII Congresso Nazionale Missionario: il Cardinal Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, parte domenica 22 maggio per Bogotà, per una settimana densa di impegni.

Sede della Conferenza Episcopale dell’America Latina, forse approdo di una visita papale nel prossimo anno (ma niente è certo), la Colombia è tornata sotto i riflettori perché sembrava che il processo di pace tra governo e FARC fosse finalmente arrivato ad un punto di svolta. Ma non è stato così. Lo scorso 23 marzo, le parti avrebbero dovuto firmare l’intesa finale, ma il negoziato si è protratto per problemi relativi alla mobilitazione. Negli scorsi giorni, il rilascio dei bambini soldato da parte delle FARC ha rilanciato la trattativa.

Dal canto suo, la Chiesa ha un ruolo importante nel tessuto sociale, con più di 50 diocesi e moltissime iniziative sul territorio. Il Cardinal Filoni va a prendere contatto, per un viaggio che serve anche a ridare speranza ai cattolici che sono lì.

Il 22 maggio, il Cardinal Filoni presiede l’ordinazione episcopale dei vicari apostolici di Puerto Gaitan e di San Andrés y Providencia, e poi pranza con il Cardinal Ruben Salazar, arcivescovo di Bogotà e presidente del CELAM, e con gli altri vescovi presenti all’ordinazione.

Il giorno dopo, visita al vicariato apostolico di Guapi, sulla Costa Pacifica, con il vescovo Hector Epalsa di Buenaventura: vicariato apostolico dal 1952, Buenaventura è stata elevata a diocesi nel 1996, ed è ancora sotto la giurisdizione di Propaganda Fide.

Nel pomeriggio, una visita alla città di Cali, la settima città più violenta del mondo, secondo alcune statistiche, ma anche la città dove la Chiesa è impegnata in prima linea come nel caso della suora francescana Albastella Barreto, che nel difficile quartiere di Aguablanca ha da anni iniziato un programma di giustizia riparatrice che è un esempio riconosciuto a livello mondiale.

Il 24 maggio, il Cardinal Filoni si sposta al Vicariato Apostolico di Puerto Leguìzamo, nell’amazzonia colombiana. Lì, incontra i catechisti delle comunità indigene di Murui e Quichua, che risiedono in tre vicariati diversi: quello di Puerto Leguizamo in Colombia, di San Miguel de Sucumbios in Ecuador e di San José de Amazonas in Perù. Si muovono lungo il confine, vanno in aree lontane e di difficile accesso (fino a 2 giorni di viaggi) e tre volte l’anno si riunscono in incontri finanziati da Propaganda Fide.

A loro il Cardinal Filoni farà un discorso di incoraggiamento, mentre alla comunità indigenda di Leguizamo (dove sarà nel pomerriggio) chiederà di non farsi oscurare dalla globalizzazione.

Ad essere attivi nell’area sono i Missionari della Consolata e per questo il Cardinale, dopo il pranzo con le autorità, si fermerà nella Cappella della COnsolata e alla parrocchia del Divino Nino. Quindi, il ritorno a Bogotà, dove visiterà la sede locale delle Pontificie Opere Missionarie.

Il 25 maggio è dedicato agli incontri istituzionali: colazione di lavoro con i membri del CELAM, incontro il president della Repubblica Juan Manuel Santos. Nel pomeriggio, una messa nel seminario Intermisional di San Luis Bertràn.

Il 26 maggio il prefetto di Propaganda Fide si sposta a Bucamaramanga per aprire il Congresso Nazionale Missionario. Il tema del Congresso è: “Missione ad gentes: vita e compromessoo, nei piania e processi di evangelizzazione delle Chiese particolari di Colombia.

Il Cardinale ne presiede l’apertura la sera 26, tiene la “Ponenza” nella mattina del 27, incontra (sempre il 27 maggio ) i vicari apostolici, dando orientamenti ai missionari, e poi in serata incontrat tutti i 13 arcivescovi metropoliti, prima della Messa.

La mattina del 28 maggio, il Cardinale presiede l’Eucarestia di invio dei missionari e poi riparte alla volta di Roma, con un passaggio a Bogotà.

 

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