Una veglia per la famiglia… come ogni settimana a Nazareth

La statua della Vergine in processione durante la veglia per la famiglia, Nazareth, 12 settembre 2015
Foto: Andrea Gagliarducci / ACI Group
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Sapeva che il suo invito non sarebbe caduto nel vuoto, il Cardinal Petr Erdo, presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, quando ha chiesto alle famiglie di Nazareth di andare almeno una volta al giorno a pregare per il Sinodo della famiglia, nel mese di ottobre. Perché lì, nella Basilica dell’Annunciazione, ogni sabato sera c’è una veglia di preghiera, un rosario meditato che si snoda in processione fino all’interno della Basilica.

Ma la veglia di sabato 12 settembre è un sabato particolare. La guida il Cardinal Marc Ouellet, prefetto della Congregazione dei Vescovi, che partecipa ai lavori della plenaria del CCEE. E si snodano in processione, insieme ai fedeli, i 34 delegati arrivati da ogni parte d’Europa, insieme a padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terrasanta, e al vescovo di Nazareth Giacinto Boulos Marcuzzo. I pensieri di tutti vanno al Sinodo per la famiglia, e sono le famiglie le vere protagoniste di questa veglia. Come sempre.

Ogni sabato sera, infatti, le famiglie che sono a Nazareth si riuniscono intorno al Santuario dell’Annunciazione. C’è partecipazione, i canti vengono diffusi da altoparlanti al di fuori delle mura. Nessuno in città si lamenta. Sembra un mondo pacificato. Eppure si sa che non lo è.

Da mesi, i cristiani stanno protestando perché le loro scuole non ricevono più i sussidi come stabilito. Non hanno nemmeno cominciato l’anno scolastico, perché le famiglie non possono nemmeno permettersi di pagare una retta che copra tutte le spese. Davanti alla Basilica dell’Annunciazione, comincia nel tardo pomeriggio uno dei tanti sit in spontanei. Le persone portano le magliette: “Non vogliamo privilegi, vogliamo giustizia.” Ovvero, i fondi garantiti a tutte le altre scuole non ufficiali. Che tra l’altro sono solidali con le scuole cristiane, e hanno già fatto almeno uno sciopero per supportarle.

Succede così anche nel pomeriggio del 12 settembre. Il Patriarca Latino di Gerusalemme, Fouad Twal, quando vede la manifestazione spontanea si unisce ai manifestanti. Il Cardinal Petr Erdo si rende conto che il suo saluto sarebbe troppo formale, e cambia qualche parola, per adeguarsi alla nuova situazione. Scende la sera, e arriva il momento della preghiera, mentre la Cupola della Basilica dell’Annunciazione si accende.

Le persone si radunano nel cortile sulla sinistra della Basilica, a fianco a quella che doveva essere l’antica Sinagoga, proprio accanto alla Casa di Maria dove avvenne l’annunciazione. Portano una statua della Madonna, che guarda alla Cupola. Parla il Cardinal Ouellet, in inglese. Sottolinea il momento particolare che sta vivendo la Chiesa. Chiede preghiere per il Sinodo della famiglia. Afferma l’importanza delle famiglie. Poi, la statua viene girata, la processione guidata da cardinali e vescovi. Comincia il Rosario.

I misteri sono pronunciati in italiano, arabo, ebraico. La seconda parte dell’Ave Maria è sempre in italiano, ma la prima parte è in lingue diverse: arabo, ebraico, portoghese, persino romeno. Al posto del Gloria, si canta una Ave Maria che prima propone il saluto in latino, e poi in arabo.

E così, dal cortile si esce sulla strada, si scende per giù verso l’ingresso del Cortile della Basilica, e si gira intorno, radendo il muro decorato con i mosaici su Maria provenienti da ogni nazione al mondo. La Santa Sede ha mandato un mosaico in cui c’è Pio XII benedicente, lui che proclamò il dogma dell’Assunzione di Maria. Di ogni nazione si può notare la particolarità.

Al momento di entrare nella Basilica, si canta il Salve Regina, in latino. Poi, tutti si dispongono in cerchio intorno alla Casa di Maria, al luogo dell’Annunciazione. Si prega intensamente. Tutti insieme leggono la preghiera per il Sinodo della Famiglia, in lingua italiana. E viene finalmente consegnata l’icona Maria Madre dell’Europa.

Il Cardinal Ouellet la porta in processione tra la gente, e con essa benedice la folla. Poi, tutto si scioglie, con calma. I vescovi europei scendono all’interno del luogo dell’Annunciazione, sostano in preghiera. E si preparano ad un’altra giornata di lavori. Sperando nell’intercessione delle famiglie di Nazareth.

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