Youssef Absi è il nuovo patriarca greco melchita

Il nuovo patriarca Greco Melchita Youssef Absi
Foto: Agensir / PD
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È iniziato il 19 giugno il sinodo dei vescovi della Chiesa greco-melchita, con all’ordine del giorno, l’elezione del nuovo patriarca. Il patriarca Gregorio III Laham ha infatti rinunciato lo scorso maggio. E il nuovo patriarca è stato scelto in un giorno e mezzo: è Youssef Absi, siriano, e ha appena compiuto 71 anni. 

Il Patriarca Absi è un padre paolista, ovvero membro dei Missionari di San Paolo, una congregazione sorta proprio per aiutare le predicazioni tra i fedeli arabi. Si è formato a Gap, in Francia, ed è stato ordinato sacerdote dal Patriarca Maximos V il 6 maggio 1973.

Eletto Superiore Generale dei Padri Paolisti il 13 luglio 1999, quindi è stato eletto Ausiliare Patriarcale (Vescovo di Curia) ed Arcivescovo titolare di Tarso dal Sinodo greco-melkita cattolico il 22 giugno 2001. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 2 settembre 2001 dal Patriarca Gregorios III, il quale poi l’ha nominato Vicario Patriarcale a Damasco il 13 ottobre 2006.

Il nuovo patriarca raccoglie una eredità pesante. Gregorioso Laham ha rinunciato a 85 anni “per il bene della Chiesa melchita”, e nel comunicato veniva ringraziato dal Papa anche per “aver attirato l’attenzione della comunità internazionale sul dramma vissuto in Siria”.

Le dimissioni erano giunte al termine di una crescente stagione di tensioni tra il Patriarca il Sinodo, che gli contestava anche prese di posizione fortissime e ai limiti dell’imprudenza. Come tutte le posizioni pro palestinesi, il suo proclamarsi “Chiesa dell’Islam” perché quello è “il contesto in cui la Chiesa siriana vive”. Note le sue critiche fortissime all’Occidente.

Anche Papa Francesco, nella lettera inviata al nuovo patriarca al momento in cui gli ha concesso l'ecclesiastica communio, ha sottolineato che "l'elezione di sua Beatitudine arriva in una situazione delicata per la venerabile Chiesa Greco Melchita, e in un momento in cui le comunità cristiane del Medio Oriente sono chiamate a testimoniare in modo speciale la loro fede in Cristo morto e risorto".

"In questi tempi particolarmente difficili - ha aggiunto il Papa - i pastori sono chiamati a manifestare comunione, unità, prossimità, solidarietà e trasparenza davanti al popolo di Dio che soffre". 

Da sottolineare che, per quanto riguarda il Patriarca uscente Laham, non sono state le questioni politiche a generare il dissidio interno, ma la sua gestione della Chiesa, che molti hanno definito “autocratica”.

Saprà il nuovo patriarca dare una svolta pastorale? 

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