Il Cardinale Sandri in Ucraina, fino alle zone del conflitto

Il Cardinale Leonardo Sandri, durante una divina liturgia della Chiesa Greco Cattolica Ucraina
Foto: Congregazione delle Chiese Orientali
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Si spingerà fino a Kramatorsk, visiterà la città di Slovyansk, incontrerà rifugiati e sfollati: dall’11 al 17 luglio, il Cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali, sarà in Ucraina, per toccare con mano i luoghi del conflitto.

Non sarà un viaggio come gli altri. Nonostante le necessarie prudenze diplomatiche – delineate dallo stesso Papa Francesco nella conferenza stampa in aereo di ritorno dall’Egitto – Papa Francesco ha mostrato molta sollecitudine per l’Ucraina. Lo ha fatto attraverso la colletta straordinaria per l’Ucraina, i cui progetti sono adesso al vaglio del comitato nominato per l’occasione. E lo ha fatto anche recentemente, permettendo alla Chiesa greco-cattolica di celebrare sull’altare della Confessione il 150esimo di beatificazione di San Giosafat.

Di certo, in Ucraina si vive ormai un conflitto dimenticato, con due repubbliche autoproclamate – del Donbass e di Donetsk – e continue violazioni del coprifuoco. Papa Francesco ha inviato un aiuto di 200 mila euro alla città martire di Adveeka lo scorso febbraio, mentre le cifre dell’UNICEF parlano di un milione di bambini bisognosi e rifugiati, e l’arcivescovo Auza, Osservatore Permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, non ha mancato di denunciare la “preoccupazione” della Santa Sede per la situazione della regione.

C’è anche tutto questo sullo sfondo della visita del Prefetto della Congregazione delle Chiese Orientali alla Chiesa greco-cattolica ucraina. Guidata dall’arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk, la Chiesa greco-cattolica ha rappresentato (anche per bocca del predecessore dell’arcivescovo Shevchuk, il Cardinale Husar, recentemente scomparso) una voce forte nel mondo ucraino sin dall’inizio del Maidan. È un ulteriore segno di attenzione del Papa verso una Chiesa che è sempre stata unita con Roma, nonostante abbia mantenuto la propria tradizione orientale.

Il Cardinale Sandri partirà l’11 luglio. Il 12 luglio è la festa dei Santi Pietro e Paolo secondo il calendario giuliano, e il Cardinale parteciperà alla Divina Liturgia nella Cattedrale della Chiesa Greco Cattolica Ucraina di Kiev, e quindi visiterà il seminario dell’arcidiocesi che accoglie circa 60 seminaristi destinati al servizio pastorale nell’Ucraina centrale e orientale.

Il 13 luglio, il Cardinale sarà a Kharkiv, dove sarà consacrata la cappella sotterranea della Cattedrale greco cattolica nella città dove il 60 per cento delle persone è russofona. Da lì, il Cardinale partirà per la città di Kramatorsk. È stata questa una città martire, colpita dai missili nel 2015 quando questa era stata incluso nell’autoproclamata repubblica di Donetsk. E lì si terrà la Divina Liturgia nella Chiesa di Sant’Elia. Il Cardinale Sandri incontrerà poi prima i sacerdoti dell’esarcato di Donetsk, e quindi il centro sociale “Bdgilka”.

Il 14 luglio, il Cardinale Sandri incontrerà rifugiati e sfollati a Slovyansk, città oggetto di un lungo assedio e riconquistata dalle truppe ucraine dopo l’occupazione russa. Quindi, il giorno successivo, il Prefetto sarà in visita visiterà l’Arcieparchia di Ivano-Frankivsk, in Ucraina occidentale, da dove si recherà in pellegrinaggio al Centro mariano ucraino di Zarvanytsia.

Si tratta di uno dei luoghi di pellegrinaggio più visitati dai greco cattolici. Le sue origini risalgono al Medioevo così come la tradizione di una profonda devozione alla Madre di Dio nella regione. La sua popolarità è aumentata subito dopo la caduta del comunismo e l’interesse che ha suscitato negli ultimi anni è segno della "grande importanza spirituale" che il luogo riveste per tutti i fedeli della Chiesa greco cattolica ucraina. Zarvanytsia è meta di pellegrinaggi nazionali da aprile a novembre, che vedono la partecipazione di centinaia di migliaia di pellegrini. Lì è stato anche eretto nel 2015 un monumento agli eroi di piazza Maidan.

E lì, in quel villaggio, il Cardinale Sandri prenderà parte alla Divina Liturgia, e parlerà con i pellegrini.

Infine, ultima tappa del viaggio sarà la preghiera nella Cattedrale di San Giorgio, dell'Arcidiocesi di Leopoli, dove riposano le reliquie del Metropolita Andrey Sheptytsky e del Patriarca Josyf Slipyj.