Il Papa riceve il Re di Giordania Abd Allah II. Al centro dell’incontro c'è Gerusalemme

Papa Francesco e il Re di Giordania
Foto: L'Osservatore Romano, ACI Group
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Venti minuti di colloquio tra Papa Francesco e Abd Allah II, Re di Giordania, ricevuto in Udienza stamattina presso il Palazzo Apostolico. Il Re non era accompagnato dalla Regina Rania, ma da suo cugino, il Principe Gahazi bin Muhammad. Un clima amichevole e sereno quello tra il Re e il Pontefice, tanto che Abd Allah II ha salutato Francesco: “Mio caro amico e fratello”.

La visita giunge nel pieno della nuova crisi tra palestinesi e israeliani iniziata dopo la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di ufficializzare il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele. Proprio la questione israelo-palestinese è stata al centro dell’incontro tra il Papa e il sovrano giordano, custode dei luoghi santi musulmani di Gerusalemme. "Nel corso dei cordiali colloqui - riporta un comunicato ufficiale della Sala Stampa Vaticana - ci si è soffermati soprattutto sul tema della promozione della pace e della stabilità nel Medio Oriente, con particolare riferimento alla questione di Gerusalemme e al ruolo di Custode dei Luoghi Santi del Sovrano hashemita. In tale contesto, si è rinnovato l’impegno per favorire i negoziati tra le Parti interessate, come pure per promuovere il dialogo interreligioso".

Infine, si è rilevata l’importanza di favorire la permanenza dei cristiani in Medio Oriente e il positivo contributo che essi apportano alle società della Regione, di cui sono parte integrante 

Nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, prima dell’udienza generale, qualche settimana fa, Papa Francesco ha ricevuto i partecipanti alla riunione del Comitato Permanente per il Dialogo con Personalità religiose della Palestina: “Gerusalemme – ha detto il Pontefice – è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace. Prego il Signore – ha aggiunto Francesco – che tale identità sia preservata e rafforzata a beneficio della Terra Santa, del Medio Oriente e del mondo intero e che prevalgano saggezza e prudenza, per evitare di aggiungere nuovi elementi di tensione in un panorama mondiale già convulso e segnato da tanti e crudeli conflitti“. 

E più volte, durante altri eventi, Papa Francesco ha rinnovato il suo appoggio allo status quo di Gerusalemme. 

Per il consueto scambio dei doni, il Re ha regalato al Papa una stampa del Santo Sepolcro e vari siti di Gerusalemme; inoltre alcuni flaconcini contenenti l’acqua del Gordano. Il Pontefice da parte sua ha donato al Re di Giordania i suoi tre libri: l’enciclica “Laudato Si” e “Evangelii Gaudium” e l’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”.

Abd Allah è uno dei centotrentotto firmatari della lettera “Una parola comune tra noi e voi”, inviata il 13 ottobre 2007 dai leader religiosi musulmani ai maggiori leader religiosi cristiani ( tra cui Papa Benedetto XVI ). La missiva promuove la pace tra musulmani e cristiani e cerca un terreno comune di dialogo e comprensione basato sui due valori principali comuni alle due fedi: l'amore per l'unico Dio e l'amore per il prossimo.