Bruxelles , 14 January, 2026 / 9:00 AM
Nel cuore dell’Europa per gli 800 anni della cattedrale di Bruxelles, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, ha ricordato come il continente europeo viva “un periodo segnato da fragilità, divisioni e fratture non solo politiche e sociali, ma anche storiche e culturali”, che la “riportano alle sue radici, le sue origini”.
Leone XIV ha nominato il cardinale Parolin come suo inviato per il Giubileo della Cattedrale dei Santi e Michele e Gudula, un monumento nel centro della capitale, a pochi passi dalla Grand Place, dove si trova anche un nido di falchi pellegrini il cui sviluppo si può diffondere. La Messa dell’anniversario, l’11 gennaio scorso, ha visto anche la partecipazione dei Reali del Belgio, che hanno poi avuto un breve incontro con il Segretario di Stato vaticano.
Nella sua omelia, il cardinale Parolin ha notato che nella crisi dell’Europa “il cristianesimo non offre soluzioni tecniche, ma propone valori, valori umani essenziali”, e le origini cristiane del continente ricordano “la dignità della persona della persona precede ogni calcolo, che la giustizia cresce includendo e non separando, che la pace consiste nel rispetto degli altri e non nel mantenimento di un equilibrio tra le due parti. Questa è una proposta sobria ma decisa che non cerca di imporsi ma di illuminare le coscienze”.
Parolin ha sottolineato che “una delle sfide più decisive per la Chiesa di oggi” si presenta proprio non nell’essere “minoranza numerica”, ma piuttosto di “diventare insignificanti”, perché “non è la debolezza numerica a indebolire la testimonianza della comunità cristiana, quanto piuttosto la perdita della sua audacia evangelica”.
Il Segretario di Stato vaticano ha poi notato che “la Chiesa non si pone al di sopra della storia e non si confonde con essa, ma la attraversa come una presenza che accompagna, discerne ed è al servizio”.
La cattedrale di San Michele e Santa Gudula accoglie circa 1 milione e 200 mila visitatori all’anno. Sorge nel luogo dove, tra l’altro, si incrociavano le strade che andavano in Germania e in Francia, e dove, nell’XI secolo, c’era una chiesa romanica dedicata a San Michele. La dedicazione a Santa Gudula avvenne successivamente, quando le reliquie della santa furono trasferite dalla chiesa di Saint-Géry.
La costruzione dell’attuale edificio, in stile gotico, è cominciata nel 1226, 800 anni fa, e durò circa tre secoli. La chiesa fu completata nel XVI secolo, ma è cattedrale solo dal 1962, quando diocesi di Mechelen divenne diocesi di Mechelen-Bruxelles, e la diocesi di Anversa, soppressa nel 1801 da Pio VII, fu ripristinata.
La cattedrale è anche la chiesa primaziale del Regno del Belgio, ovvero la chiesa in cui i membri della famiglia reale vivono gli eventi più importanti che li riguardano, come matrimoni e funerali. È anche qui che, due volte all'anno, vengono cantati i Te Deum per la nazione.
La cattedrale è piena di opere d’arte, a cominciare dall'imponente pulpito della verità, alto più di sette metri, realizzato dallo scultore di Anversa Hendrik Frans Verbrugghen.
Suscitò l'ammirazione di Victor Hugo, che ne elogiò la potenza e la bellezza in una lettera alla moglie. Riportava lo scrittore francese: "È tutta la creazione, tutta la filosofia, tutta la poesia, rappresentata da un enorme albero con un pulpito tra i rami, un intero mondo di uccelli e animali tra le sue foglie, alla base Adamo ed Eva scacciati dall'angelo addolorato e seguiti dalla morte gioiosa, separati dalla coda del serpente, in cima la croce, la Vergine, il Bambino Gesù e, sotto il piede del bambino, la testa schiacciata del serpente. L'intera poesia è scolpita e cesellata nella solida quercia nel modo più forte, più tenero e più spirituale."
Il pulpito dovrebbe essere restaurato nel prossimo futuro, in attesa della disponibilità dei fondi, poiché è stato ricoperto da numerosi strati di vernice che lo rendono molto più scuro di quanto non fosse in origine.
La cattedrale è illuminata da numerose vetrate. Le vetrate del transetto risalgono al XVI secolo, e raffigurano da un lato Carlo V in adorazione della Trinità e dall’altro l’arciduca.
La cattedrale presenta uno gnomone, un sottile filo di ottone nel pavimento che segna il meridiano di Bruxelles nel transetto sud. Il 21 giugno, solstizio d'estate, un raggio di luce filtra attraverso un piccolo foro nella vetrata, illuminandola esattamente a mezzogiorno solare.
Voltandosi, si può ammirare la monumentale vetrata del Giudizio Universale (1528) sopra il portico d'ingresso, dono di Erard de la Marck, principe vescovo di Liegi.
Molte delle vetrate del coro raffigurano quello che è stato definito il "miracolo" del Santissimo Sacramento.
A sinistra dell'altare si trova la Cappella del Santissimo Sacramento. Originariamente costruita per accogliere le ostie del "miracolo", oggi ospita l'imperdibile Tesoro, dove sono raccolte numerose opere d'arte, tra cui una croce reliquiario risalente all'anno 1000 circa, la Croce di Bruxelles, una Vergine con Bambino dello scultore tedesco Conrad Meit e il dipinto " La leggenda di Santa Gudula", opera di Michiel Coxcie.
Lungo la navata, sostenuta da imponenti colonne, si trova una guardia d'onore composta da dodici statue monumentali che rappresentano i dodici apostoli.
Al termine del percorso, si può scendere nella cripta, ultima vestigia dell'antica collegiata romanica.
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