Città del Vaticano , 18 January, 2026 / 12:12 AM
“Oggi il Vangelo ci parla di Giovanni il Battista, che riconosce in Gesù l’Agnello di Dio, il Messia. Giovanni riconosce in Gesù il Salvatore, ne proclama la divinità e la missione al popolo d’Israele e poi si fa da parte, esaurito il proprio compito, come attestano queste sue parole: «Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. L’Angelus di oggi di Papa Leone XIV in Piazza San Pietro parte dal Vangelo odierno che racconta la storia del Battista.
“Il Battista è un uomo molto amato dalle folle, al punto da essere temuto dalle autorità di Gerusalemme. Sarebbe stato facile per lui sfruttare questa fama, invece non cede per nulla alla tentazione del successo e della popolarità. Davanti a Gesù, riconosce la propria piccolezza e fa spazio alla grandezza di Lui. Sa di essere stato mandato a preparare la via al Signore, e quando il Signore viene, con gioia e umiltà ne riconosce la presenza e si ritira dalla scena.”, continua il Pontefice.
“Quanto è importante per noi, oggi, la sua testimonianza! Infatti all’approvazione, al consenso, alla visibilità viene data spesso un’importanza eccessiva, tale da condizionare le idee, i comportamenti e gli stati d’animo delle persone, da causare sofferenze e divisioni, da produrre stili di vita e di relazione effimeri, deludenti, imprigionanti. In realtà, non abbiamo bisogno di questi “surrogati di felicità”, sottolinea il Papa prima della preghiera mariana.
“La nostra gioia e la nostra grandezza non si fondano su illusioni passeggere di successo e di fama, ma sul saperci amati e voluti dal nostro Padre che è nei cieli. È l’amore di cui ci parla Gesù: quello di un Dio che ancora oggi viene tra noi non a stupirci con effetti speciali, ma a condividere la nostra fatica e a prendere su di sé i nostri pesi, rivelandoci chi siamo realmente e quanto valiamo ai suoi occhi”, dice ancora il Pontefice.
“Carissimi, non lasciamoci trovare distratti al suo passaggio. Non sprechiamo tempo ed energie inseguendo ciò che è solo apparenza. Impariamo da Giovanni il Battista a mantenere vigile lo spirito, amando le cose semplici e le parole sincere, vivendo con sobrietà e profondità di mente e di cuore, accontentandoci del necessario e trovando possibilmente ogni giorno un momento speciale, in cui fermarci in silenzio a pregare, riflettere, ascoltare, insomma a “fare deserto”, per incontrare il Signore e stare con Lui”, conclude il Papa prima di recitare l’Angelus.
Papa Leone XIV poi passa ai consueti saluti. “Inizia oggi la Settimana per la preghiera dell’unità dei cristiani, le origini di questa iniziativa risalgono a due secoli fa”. “Invito pertanto tutte le comunità cattoliche a rafforzare la preghiera per la piena unità visibile di tutti i cristiani” e poi l’auspicio che l’impegno per l’unità sia anche “quello per la pace e la giustizia nel mondo”.
Per questo poi cita le sofferenze della popolazione dell’Est della Repubblica Democratica del Congo, “costretta a fuggire dal proprio paese e ad affrontare una grave crisi umanitaria”. “Preghiamo affinchè prevalga il dialogo per la riconciliazione e la pace”, dice il Pontefice.
Infine il ricordo per le vittime colpite inondazioni che hanno colpito Africa meridionale.
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