Barcellona, 27 January, 2026 / 10:00 AM
In attesa della data ufficiale della visita del Papa alla Sagrada Família, molte le attività per comprendere a pieno il genio di Antonio Gaudì di cui si celebra il centenario della morte. Inoltre si attende la possibile beatificazione dell'architetto e il completamento della Torre di Gesù.
Per questo l'Ateneo Universitario Sant Pacià ha avviato un ciclo di conferenze dedicate all'interpretazione teologica della Torre di Gesù.
Le lezioni si svolgono nella cripta del tempio, molto vicino a dove riposano i resti dell'"architetto di Dio". Relatori della prima conferenza Jordi Faulí, architetto direttore del tempio, accompagnato dall'architetto Maurici Cortés, e dal filosofo e teologo Francesc Torralba.
Come riporta Catalunya Rligiò, Jordi Faulí ha definito la Torre di Gesù come il vero cuore del complesso: “La torre di Gesù Cristo è il centro della chiesa, il culmine delle diciotto torri; tutte ruotano attorno alla torre di Gesù Cristo“. Maurici Cortés, architetto, ha dettagliato la struttura esterna del coronamento: “Sui dodici livelli che formano la torre, esteriormente si distinguono due parti: un terminale basso, petrino, e la croce bianca“. La pelle della torre, ha spiegato, sarà rivestita “da scudi di pietra con lodi, con simbolismo di palme, già presente nei campanili degli evangelisti, e con la tipografia pensata da Gaudí nel mosaico di piastrelle bianche“.
Uno dei momenti più attesi è stata la descrizione della grande croce di 17 metri che culminerà la torre. Faulí ha citato gli archivi del tempio per ricordare come Gaudí immaginava “una grandiosa croce a quattro braccia, scanalate per poter scrutare il panorama. Al centro ci sarà l’Agnello divino. La croce sarà di cristallo: di giorno rifletterà i raggi del sole e di notte emetterà raggi sulla città“. Una croce concepita non solo come simbolo, ma anche come belvedere e faro: “La croce ci permetterà di vedere la città, il mondo in cui viviamo e con chi viviamo“, e, in ogni estremità, “si disegna anche una croce, per illuminare il cielo della Sagrada Família seguendo la citazione evangelica: 'Io sono la luce del mondo’".
Francesc Torralba ha situato la sua riflessione su un orizzonte più ampio.
Il simbolismo della torre è, secondo Torralba, essenzialmente verticale: “Una torre collega il cielo con la terra, la casa di Dio con la casa degli uomini”. Questa verticalità esprime un doppio movimento: “la discesa di Dio sulla terra per mostrarci chi è, e l'elevazione dell'essere umano al di sopra delle preoccupazioni mondane”. La torre di Gesù Cristo dialoga così con l'abside e con la facciata della Gloria, “principio e fine del tempio”. E lo fa attraverso la creazione, perché “nella natura Dio parla e si esprime”, e soprattutto attraverso la croce: “aperta ai quattro venti, illumina la città di giorno e di notte; riflette la luce del sole, la luce di Dio, che dà vita. Vi è rappresentato il Dio crocifisso, che per amore si dona per salvare il mondo”.
Il messaggio, ha concluso, è chiaro: “Dio ha creato il mondo, ma non ci lascia nel buio; si è rivelato attraverso i libri della natura e della Parola. La Parola si è fatta carne, e a partire da Gesù possiamo vedere la sua essenza”.
L'evento è stato moderato da Josep Maria Turull, rettore della parrocchia della Sagrada Família, che ha voluto sottolineare il carattere aperto di questo percorso di riflessione. E come ha detto Turull, “le parole di Faulí, Cortés e Torralba ci lasciano la porta aperta per la prossima sessione”, che sarà protagonista, in questo caso, da Joan Torra e Armand Puig.
Le conferenze possono essere seguite sul canale della Sagrada Família.
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