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Dalle diocesi, i vescovi italiani e le disabilità un nuovo servizio della CEI

Papa Francesco in un centro per disabili  |  | Vatican Media Papa Francesco in un centro per disabili | | Vatican Media

La Chiesa Italiana, attraverso le diocesi, è stata sempre a fianco alle persone con disabilità. Ed ora la Conferenza Episcopale Italiana avrà un proprio Servizio Nazionale per la pastorale delle persone con disabilità. La notizia è di questa settimana dopo il Consiglio Permanente della Cei che si è svolto a Roma.

Finora era un settore dell’Ufficio Catechistico Nazionale; ora, spiegano i vescovi, per “assicurare un contributo più unitario, trasversale e continuativo” è stato costituito questo servizio nazionale con l’intento di offrire alla Conferenza Episcopale Italiana, alle diocesi, agli Istituti di Vita Consacrata, alle Società di Vita Apostolica, ad Associazioni e Movimenti un “supporto per l’inclusione nella vita ecclesiale delle persone con disabilità – intese come soggetti a pieno titolo della pastorale – e dei loro familiari”. In attesa che il Servizio diventi pienamente operativo,  dopo la definizione del Regolamento, continua il lavoro del settore affidato all’Ufficio catechistico che dal 25 al 27 aprile si ritroverà a Sacrofano, nei pressi di Roma, per il convegno sul tema “La Comunità Generativa: l'accompagnamento della persona con disabilità alla vita cristiana”. È un invito a vivere un “Convegno-formativo in cui i referenti e membri dei settori, insieme alle Associazioni, Movimenti e Congregazioni coinvolte nel servizio di catechesi con le persone disabili, si confrontano sul tema scelto quest’anno. Il programma prevede relazioni fondanti, contributi di diverse persone e l’ascolto di alcune nuove esperienze in merito portate avanti nelle diocesi italiane, come dice in un video messaggio sul sito dell’Ufficio la responsabile del settore, sr. Veronica Donatello. Esperienze, momenti, confronti che “potranno diventare occasione per condividere e vivere le nostre comunità generative in un'ottica inclusiva, volgendo lo sguardo alle diverse fasi della vita cristiana”.

Sono molte ormai le diocesi e le parrocchie che hanno, per esempio, attivato un servizio, durante le celebrazioni eucaristiche, per le persone sorde come nella diocesi di Trento  con incontri anche di catechesi pensati per persone sorde e sordo parlanti. Incontri ai quali non sono invitate solo persone con questo tipo di disabilità: le comunità sono chiamate a partecipare con loro a un momento di catechesi e di condivisione. Anche le diverse celebrazioni pensate, nelle varie diocesi e parrocchie italiane affinché persone con diverse disabilità possano partecipare alla Santa Messa e sentirsi parte della comunità cristiana sono molto presenti.

Altro tema significativo discusso e approvato dai vescovi nel Consiglio Permanente è stato quello delle persone in fase terminale. A maggio  sarà approvato un documento, curato dalla Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute, sulla fase terminale della vita terrena. I Vescovi ne hanno condiviso “un indice ragionato, dove emerge una Chiesa – la stessa che incarna la pastorale della salute diffusa sul territorio, attenta a farsi carico delle fragilità – che non si sottrae a vivere la propria missione, offrendo a tutti una riflessione che affronta alcune situazioni umanamente ed eticamente complesse”, si legge nel comunicato finale dei lavori sottolineando che “rispetto a un presunto ‘diritto’ a morire, si impegna a sostenere quello a una morte degna, come affermazione della cura dell’uomo verso di sé e verso il prossimo”. Di qui, in particolare – si legge ancora nel comunicato -  il richiamo “a non disattendere ulteriormente l’applicazione della legge che assicura le cure palliative”. Altro aspetto centrale, l’affermazione del “rispetto della libertà di coscienza del medico e di tutto il personale sanitario, al fine di garantire a tutti la possibilità di perseguire azioni eticamente buone”.

Altro tema al centro della riflessione e che riguarda le diocesi italiane è stato quello della riduzione del numero  delle diocesi “dove la disponibilità a un nuovo confronto si unisce alla richiesta di ascolto e coinvolgimento delle Conferenze Episcopali Regionali”. La riduzione delle diocesi, ha detto il segretario della Cei, il vescovo Stefano Russo, durante la conferenza di presentazione del comunicato finale dei lavori, è “un tema molto importante, il Papa ne ha parlato più volte”: “alcune situazioni andranno da sé  ma è importante ribadire l’attenzione nei confronti delle persone e delle comunità, perché si sviluppi sempre di più un percorso - che ha bisogno anche di tempo - in uno stile sinodale”.

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E la sinodalità, evidenziata dal presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti nella sua introduzione ai lavori, è stata ribadita più volte Anche la proposta avanzata da alcuni Vescovi di un “Sinodo della Chiesa italiana – da prepararsi nelle Diocesi e alle Diocesi poi tornare – è intesa – spiega il comunicato della Cei - essenzialmente come occasione per legare la riflessione alla concretezza, a partire da un’esperienza che aiuti innanzitutto i credenti a riconciliarsi, superando contrapposizioni sterili, e a ritrovarsi in una corresponsabilità ecclesiale e sociale”.