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Papa Francesco, faremo dell’oggi che viviamo un’alba di risurrezione

La celebrazione nella Basilica vaticana per i vescovi e i cardinali defunti

Papa Francesco celebra la messa per vescovi e cardinali defunti  |  | Daniel Ibanez/ Aci Group Papa Francesco celebra la messa per vescovi e cardinali defunti | | Daniel Ibanez/ Aci Group

“Oggi anche noi possiamo chiederci: che cosa mi suggerisce il pensiero della risurrezione? Come rispondo alla mia chiamata a risorgere?”

Papa Francesco ha iniziato così la riflessione durante la messa di suffragio per i cardinali e i vescovi defunti durante lo scorso anno. Una solenne celebrazione nella basilica vaticana concelebrata da vescovi e cardinali presenti a Roma.

Nel libretto della liturgia l’elenco completo dei defunti, per ricordarne i nomi.

E poi la risposta del Papa: “Un primo aiuto ci viene da Gesù, che nel Vangelo odierno dice: «Colui che viene a me, io non lo caccerò fuori”.

E allora ecco le indicazioni concrete di Papa Francesco, una serie di domande: “Oggi, nelle pratiche che ho avuto tra le mani in ufficio, mi sono avvicinato al Signore? Ne ho fatto motivo di dialogo con Lui? E nelle persone che ho incontrato, ho coinvolto Gesù, le ho portate a Lui nella preghiera? Oppure ho fatto tutto rimanendo nei miei pensieri, solo rallegrandomi di quello che mi andava bene e lamentandomi di quello che mi andava male? Insomma, vivo andando al Signore o ruoto su me stesso? Qual è la direzione del mio cammino? Cerco solo di fare bella figura, di salvaguardare il mio ruolo, i miei tempi e i miei spazi, o vado al Signore? La frase di Gesù è dirompente: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori. Come a dire che è prevista la cacciata per il cristiano che non va a Lui. Per chi crede non ci sono vie di mezzo: non si può essere di Gesù e ruotare su sé stessi. Chi è di Gesù vive in uscita verso di Lui”.

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E c’è poi la pietà verso gli altri, e ancora una serie di domande: “mi lascio commuovere dalla situazione di qualcuno che è nel bisogno? So piangere per chi soffre? Prego per quelli a cui nessuno pensa? Aiuto qualcuno che non ha da restituirmi? Non è buonismo, non è carità spicciola; sono domande di vita, questioni di risurrezione”.

E infine una riflessione mutuata da sant’ Ignazio di Loyola che dice che “prima di prendere una decisione importante, di immaginarsi al cospetto di Dio alla fine dei giorni”.

E il Papa conclude: “Può essere un esercizio utile per vedere la realtà con gli occhi del Signore e non solo con i nostri; per avere uno sguardo proiettato sul futuro, sulla risurrezione, e non solo sull’oggi che passa; per compiere scelte che abbiano il sapore dell’eternità, il gusto dell’amore. Esco da me per andare ogni giorno al Signore? Ho sentimenti e gesti di pietà per i bisognosi? Prendo le decisioni importanti al cospetto di Dio?”

E quindi “tra le tante voci del mondo che fanno perdere il senso dell’esistenza, sintonizziamoci sulla volontà di Gesù, risorto e vivo: faremo dell’oggi che viviamo un’alba di risurrezione”.