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Coimbra in festa: inizia il Giubileo dei Martiri del Marocco e Sant’Antonio

Comincia la prossima domenica il Giubileo della diocesi di Coimbra, per festeggiare Sant’Antonio e i primi martiri francescani dal Marocco

Sant'Antonio  | Sant'Antonio viene vestito dell'abito francescano | PD Sant'Antonio | Sant'Antonio viene vestito dell'abito francescano | PD

Sant’Antonio di Padova era in realtà portoghese, veniva da Coimbra, e in Portogallo viene conosciuto come Sant’Antonio da Lisbona. E i primi martiri francescani perirono in Marocco, ottocento anni fa, e le loro salme furono portate a Coimbra. Sembra che fu proprio in occasione dell’arrivo delle reliquie dei martiri nella città portoghese, Sant’Antonio ebbe la vocazione a diventare francescano. La diocesi di Coimbra li tutti, con un anno Giubilare che ha un programma lungo oltre un anno, fatto di iniziative pastorali, scientifiche e culturali.

Il vescovo Virgilio Antunes di Coimbra ha sottolineato che la città ha l’obiettivo di “diventare la capitale mondiale di Sant’Antonio”, e che la dimensione festiva deve essere contrassegnata da un “programma spirituale e liturgico” e una “evangelizzazione da parte delle comunità cristiane”.

Secondo il vescovo Antunes, la figura di Sant’Antonio è spesso fraintesa, e si prende la sua dimensione popolare, mentre si perde il suo essere “dottore della Chiesa”.

L’anno giubilare comincia così il 19 gennaio, con la celebrazione di apertura della Porta Santa nella Chiesa di Santa Cruz. L’Anno Santo si chiuderà poi il 17 gennaio 2021. I pellegrini, per volontà di Papa Francesco, potranno godere di indulgenza plenaria”.

L’ottocentesimo dei primi martiri francescani, inviati da San Francesco in Marocco, si celebra il 16 gennaio. Berardo, Ottone, Pietro, Accursio e Adiuto Passarono da Coimbra andando verso il Marocco, dopo aver predicato anche nelle moschee di Spagna, e lì conobbero il giovane Fernando Martins de Bulhoes. In quello stesso anno, Fernando decise di diventare un frate minore, prendendo come nome da frate quello di Antonio.

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Nella nota pastorale sul Giubileo di Sant’Antonio e dei martiri del Marocco, il vescovo Antunes ha voluto sottolineare che “nella società secolarizzata del presente, persiste l’urgenza di evangelizzare”, di fronte a un popolo che “dimentica o nega la sua storia alla deriva”, o “si aggrappa alla prima ideologia imposta dalla moda del momento”.

Tra le iniziative dell’anno santo, un “itinerario pellegrino”, che parte dalla chiesa di Santa Cruz fino alla chiesa di Santo Antonio dos Olivais. Saranno anche eseguite, in prima mondiale, la “Messa di San Francesco” e la “Messa di Sant’Antonio,” curate dal maestro Antonio Vitorino de Almeida.

Ogni prima domenica del mese si celebrerà invece la “domenica del Giubileo”, durante la quale si cercheranno di concentrare l’afflusso di persone provenienti da varie parrocchie e movimenti cattolici.