Advertisement

La pace è possibile, YouTopic Fest quattro giorni 2.000 persone a Rondine

Tra gli ospiti il cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, reduce dalla missione in Ucraina

Il Cardinale Zuppi a Rondine |  | Rondine città della pace Il Cardinale Zuppi a Rondine | | Rondine città della pace

Domenica 11 giugno si è conclusa la settima edizione di YouTopic Fest, il Festival internazionale del Conflitto di Rondine, che quest’anno ha fatto registrare in questi ‘quattro giorni disarmanti’ la presenza di circa 2.000 persone, tra giovani, studenti, famiglie che hanno preso parte ai 40 eventi culturali e artistici, workshop e panel, esplorando e percorrendo i passi possibili della via di riconciliazione, come ha chiosato Franco Vaccari, presidente e fondatore di Rondine Cittadella della Pace:

“Usciamo da YouTopic Fest 2023 con tanta speranza in più; una speranza toccata in questi giorni, a iniziare dai giovani e dagli adulti che nei dialoghi intergenerazionali, praticati, scoprono di avere un sacco di energie da mettere a disposizione del mondo per cambiare. E’ stato un Festival disarmante all’ingresso, e alla fine siamo un po’ più disarmati, non completamente, ma con la consapevolezza che le mille vie della pace sono tutte da percorrere e da battere. E come sempre, mentre chiudiamo la settima edizione, annunciamo il tema di YouTopic Fest 2024, che sarà: La fiducia: averla, riceverla, perderla, ritrovarla al cuore del rischio della vita”.

Il tema del dialogo interreligioso trova spazio di riflessione proprio all’interno di ‘YouTopic Fest’: tra gli ospiti relatori del panel di giovedì 8 giugno, dal titolo ‘Religioni e fratellanza nel Mediterraneo: generazioni in dialogo’, è intervenuto anche il card. Matteo Zuppi, presidente della CEI, reduce dalla missione in Ucraina: “Qui a Rondine c’è tanta storia, incontro, dialogo e i ragazzi e le ragazze che studiano qui sono non solo il futuro, ma il nostro presente. La guerra si ha non soltanto quando esplode, ma già quando non ci si parla più, quando non ci si capisce, quando ci si tiene a distanza, c’è pregiudizio, ignoranza.  Qui mi pare ci sia esattamente il contrario. Qui c’è già tanta pace. Speriamo che questa pace arrivi dovunque nel mondo.

La convivenza, tra gli altri, anche di ragazzi e ragazze russi e ucraini qui a Rondine, dimostra ancora una volta che il futuro è quello di provare a stare insieme, quello che dice papa Francesco: fratelli tutti. E’ da lì che veniamo ed è là che dobbiamo andare. Qualche volta è così faticoso, tanto da sembrare impossibile”.

Cosa è stato ‘Youtopic festival’: “YouTopic Fest è stato il Festival internazionale dedicato al conflitto, in cui cittadini, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, giornalisti, accademici e artisti si confrontano alla pari con giovani provenienti da tutto il mondo. Fino a domenica 11 giugno il borgo medievale vicino Arezzo ha ospitato incontri, dibattiti, workshop, mostre, spettacoli, attività culturali e sportive, partendo dal titolo ‘Nel tempo accelerato, quale spazio alla fragilità e al dolore?’ Dalla dimensione interiore e interpersonale ai conflitti interculturali e interreligiosi, fino ad arrivare alle forme più alte di degenerazione, come l’odio, la violenza, la guerra. YouTopic Fest, giunto alla 7° edizione, è stato uno spazio di incontro e confronto dove mettersi in gioco nelle relazioni personali e collettive, per diventare anche noi ‘camminatori per la pace’, assieme a giovani che hanno scelto di fare questo passo verso il nemico, trasformando il conflitto in opportunità di crescita personale e collettiva, a servizio del bene comune”.

Advertisement

 In quale modo è possibile realizzare la fratellanza nel Mediterraneo?

“Dai Balcani al Medio-Oriente fino al Nord Africa, ‘Mediterraneo. Frontiera di pace, educazione e riconciliazione’ è il progetto ‘Opera-segno’, promosso dalla CEI in collaborazione con Caritas e realizzato da Rondine Cittadella della Pace, grazie ai fondi provenienti dall’otto per mille destinato alla Chiesa Cattolica, che coinvolge giovani professionisti accomunati dal desiderio di portare pace e benessere nel Mediterraneo. A Rondine trovano uno spazio per conoscersi, confrontarsi e riconciliarsi, con se stessi e il proprio ‘nemico’, affrontare il conflitto in tutte le sue forme e formarsi come leader di pace. Soprattutto, i partecipanti vengono supportati nella costruzione di progetti ad alto impatto sociale, per poter far ritorno nei propri paesi promuovendo concretamente la coesione e lo sviluppo tra le comunità locali del Mediterraneo”.

 Come educare ad una nuova cultura, che trasformi i conflitti?

“Oggi vediamo i nostri giovani bloccati. Nei loro comportamenti ci sono già tutte le differenze e i conflitti, come la fragilità, la disabilità, l’appartenenza a minoranze e maggioranze, il genere, il fatto di vivere dentro i disagi sociali e i conflitti civili, armati o no. Il conflitto è inevitabile, è parte integrante dell’essere ‘altro’ nella relazione. Occorre quindi imparare a stare nel conflitto con un diverso paradigma, accettando la sfida di abitare il conflitto per conoscerne le dinamiche e quindi trasformarlo creativamente in un’occasione positiva, di crescita e di cambiamento. Solo così potrà nascere una nuova cultura della relazione che contiene tutte le differenze, ma senza l’inganno del nemico. Questa è la sfida quotidiana dei giovani di Rondine”.