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Dalle diocesi: tra Gmg, feste patronali e iniziative culturali

Non si fermano le attività soprattutto per i giovani che si preparano alla Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà a Lisbona.

Il vescovo di Rimini, Mons. Anselmi - Diocesi di Rimini |  | Il vescovo di Rimini, Mons. Anselmi - Diocesi di Rimini Il vescovo di Rimini, Mons. Anselmi - Diocesi di Rimini | | Il vescovo di Rimini, Mons. Anselmi - Diocesi di Rimini

Siamo ormai in piena estate. In molte diocesi ci si prepara al prossimo anno pastorale con l’annuncio di assemblee diocesane nelle prime settimane di settembre. Ma non si fermano le attività soprattutto per i giovani che si preparano alla Giornata Mondiale della Gioventù, che si svolgerà a Lisbona. Migliaia i giovani italiani che vi parteciperanno. In questo tempo tante anche le feste patronali come nella diocesi di Catanzaro-Squillace  dove domani si festeggia il patrono San Vitaliano.

A Lucca si è festeggiato San Paolino, fondatore della diocesi toscana. “Tutti fondatori danno la vita, tutti i fondatori sono in un certo senso martiri, testimoni con il proprio sangue e il proprio impegno di un ideale che intendono consegnare agli altri”, ha detto l’arcivescovo Paolo Giulietti: “tutti i fondatori hanno dato luogo a realtà che rimangono. Noi chiamiamo queste realtà istituzioni, cioè comunità che si perpetuano nel tempo, grazie a vincoli e strutture stabili che manifestano, traducono, quegli ideali e quella passione che hanno generato le comunità”. “Ora - ha aggiunto - non ci sfugge che nelle circostanze attuali tutti noi che celebriamo i nostri fondatori, siamo chiamati non più a un’opera di manutenzione, nemmeno straordinaria di quello che il passato ci ha consegnato, ma siamo chiamati a un’opera di rifondazione. Perché le ideologie, le tecnologie, l’evoluzione culturale, spesso minano alla base quegli ideali che costituiscono il fondamento delle istituzioni ci tengono insieme, sia come Chiesa sia come società”. E durante la celebrazione la consegna del progetto “Otri nuovi” alle comunità parrocchiali con la sollecitazione a farsi carico della crescita cristiana delle nuove generazioni.

A Venezia domani la Festa del Redentore, molto sentita e attesa: da circa quattro secoli e mezzo, in tale circostanza, migliaia di fedeli attraversano il canale della Giudecca in pellegrinaggio per sciogliere l’antico voto, che risale al XVI secolo, quando la città lagunare fu colpita da una terribile peste. L’apertura del ponte votivo che collega la fondamenta delle Zattere alla Basilica palladiana anche quest’anno è stata anticipata a ieri. Il programma della festa prevede numerose celebrazioni. Tra queste questa mattina la Messa delle Nove Congregazioni del Clero veneziano e domani la Messa solenne delle 19, presieduta dal Patriarca, Francesco Moraglia con la benedizione della città. La parrocchia ripropone il tradizionale mercatino, il cui ricavato servirà a dare aiuto ad alcune persone bisognose della Giudecca e poi a sostenere le missioni. Domani anche le regate del Redentore.

A Napoli l’arcivescovo, Domenico Battaglia, promuove itinerari culturali e di evangelizzazione in alcuni quartieri della città: Maddalena e Forcella per mettere insieme Chiese del territorio e patrimonio della diocesi, a sostegno dei minori e dei senza dimora, attraverso nuove forme di imprenditoria giovanile fondate sul welfare comunitario, lo sviluppo del territorio e la coesione sociale. Fulcro della straordinaria eredità del patrimonio artistico-culturale della città di Napoli sono le chiese, che custodiscono tesori di inestimabile valore, sottolinea la diocesi. Tuttavia, molte sono rimaste chiuse e irrecuperate nel corso degli anni, rimanendo in uno stato di abbandono che “mortifica” la loro importanza storica. La Commissione “Prima i poveri”, annunciata dal presule ai giovani nell’incontro del 20 novembre 2022 a Portici, per analizzare il Patrimonio della Chiesa di Napoli, tra le sue finalità ha il compito di restituire a fedeli e visitatori le chiese chiuse, garantendo che esse siano destinate a un “nobile” scopo: “ridare dignità agli impoveriti e promuovere autoimprenditoria giovanile”. Obiettivo primario della riapertura delle Chiese è l’evangelizzazione e la fruibilità di un patrimonio artistico collegato alla fede che a Napoli è stato “espresso attraverso molteplici forme architettoniche come il Duomo, le chiese parrocchiali, le basiliche, gli oratori, i complessi legati agli ordini religiosi e alle arciconfraternite, affinché possano diventare luoghi di incontro e di preghiera per i fedeli, luogo di carità per i più poveri, contribuendo a rafforzare il tessuto sociale e spirituale della città”. Nel solo centro storico della città si contano 416 chiese, di cui 231 aperte, 39 aperte su richiesta, 144 chiuse, 13 da verificare. I protagonisti di questo percorso sociale e imprenditoriale sono i giovani del Centro storico e quelli che per “competenze e sensibilità acquisite hanno a cuore la liberazione di questo immenso patrimonio umano, culturale e sociale”. Ad alcuni giovani – fa sapere ancora la diocesi - è stato affidato il complesso di Santa Maria di Portosalvo e presto un sacerdote sarà nominato rettore della chiesa.

Altra iniziativa di particolare interesse nella diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca con la  peregrinatio della reliquia del braccio di S. Francesco Saverio da Roma a Specchia. Una “Peregrinatio” che si svolgerà dal 20 al 23 luglio con il patrocinio del Comune di Specchia, della diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca, dell’Ufficio diocesano Apostolato della preghiera e Cammini di Leuca. Fino al 1896 Francesco  Saverio è stato Patrono principale di Specchia e “nonostante subentrò il Patrocinio di S. Nicola, la sua rimase la festa più sentita in paese fino agli anni ’70”, scrive il parroco don Antonio Riva evidenziando che “non a caso, i fedeli di una certa età che portano nome Francesco, ricordano la propria festa onomastica il 3 dicembre, memoria liturgica del santo gesuita. L’attuale cappella del S. Cuore di Gesù era la Cappella del Santo Patrono, la quale accoglieva la statua di san Francesco Saverio e la tela della predicazione del Santo portata a Specchia nel 1630 dai padri Gesuiti. Attualmente è conservata nell’ufficio parrocchiale”.  Nel 1923 ricorreva il terzo centenario dalla canonizzazione, per questo motivo, il braccio del Saverio fu portato in numerose località di Spagna, Francia e Italia, quasi a ripercorrere le tappe di quel suo primo tragitto che, ancora giovane, lo aveva portato alla conversione, alla vita religiosa e alla missione in Asia. Il Saverio era stato dichiarato santo da Gregorio XV il 12 marzo 1622, insieme ad Ignazio, Filippo Neri e Teresa di Gesù. Il 14 e 15 giugno 1923 giunse a Specchia la reliquia di san Francesco Saverio. Furono organizzati per l’occorrenza festeggiamenti religiosi e civili così solenni da restare scolpiti nella memoria degli anziani di Specchia e tramandati a lungo. “Quel braccio e quella mano che hanno battezzato oltre 700.000 fedeli nel lontano e sconosciuto Oriente, che hanno impartito benedizioni, assoluzioni, e che hanno consacrato il Corpo e Sangue di Cristo – scrive il parroco -  ritornano nella nostra Specchia per ricordarci che siamo battezzati per essere ‘testimoni credibili’. Una nuova terra di missione, una continua conversione, un rinnovato slancio missionario per una comunità sempre più bisognosa di viva fede”. Dal 20 al 23 luglio, alla presenza di Vito Angiuli, vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, nella cittadina del Capo di Leuca, si svolgeranno processioni e celebrazioni liturgiche alle quali è prevista la partecipazione di fedeli provenienti da tutte le diocesi della provincia di Lecce. In occasione dell’evento religioso, sabato 22 luglio alle ore 20.30 il vescovo Angiuli consegnerà il mandato missionario ai giovani che parteciperanno alla Gmg di Lisbona dall’1 al 6 agosto prossimi.

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E ai giovani si è rivolto il vescovo di Rimini, Nicolò Anselmi, in un incontro con lo slogan “Cari giovani, siate felici” per discutere e riflettere non solo delle dinamiche giovanili del tempo attuale, ma anche del rapporto tra genitori e figli. “Non bisogna spaventarsi quando ci sembra di non riuscire a essere felici. Il momento della rinascita arriverà, magari – ha detto loro il presule che ha guidato anche l’Ufficio nazionale di Pastorale Giovanile della Cei -  con l’aiuto di qualcuno che ci infonda sicurezza. Il primo a volerci felici è Dio. Quindi, iniziamo ad amare noi stessi così come siamo e così come Lui ama noi: ognuno deve sentirsi bene al proprio posto, senza cercare di inseguire modelli falsi ed effimeri spesso dettati da subdole manovre pubblicitarie”.