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A Cuneo le Acli si interrogano sull’intelligenza artificiale nella vita quotidiana

Fino a domenica 24 settembre si svolgerà il 55° Incontro nazionale di Studi delle Acli

Erica Mastrociani, responsabile dell’area Cultura delle ACLI Nazionali - ACLI |  | Erica Mastrociani, responsabile dell’area Cultura delle ACLI Nazionali - ACLI Erica Mastrociani, responsabile dell’area Cultura delle ACLI Nazionali - ACLI | | Erica Mastrociani, responsabile dell’area Cultura delle ACLI Nazionali - ACLI

A Cuneo, fino a domenica 24 settembre, si svolgerà il 55° Incontro nazionale di Studi delle Acli: quattro giorni di incontri e dibattiti per capire come adattarsi al mondo che cambia, mantenendo saldo il valore e la dignità della persona sul tema ‘Nuove tecnologie ed intelligenza artificiale: esperienze del limite e desiderio di infinito’, dedicato a leggere ed interpretare la complessità della vita ed i suoi cambiamenti al tempo dell’intelligenza artificiale: spiritualità, etica, arte, lavoro, educazione, fragilità e salute, beni comuni ed esperienze del territorio saranno i temi presentati, affrontati e approfonditi anche in forma laboratoriale per una esperienza maggiormente partecipata. Inoltre è stata allestita la mostra ‘The Ai.D – Trasformare la paura in arte digitale’, realizzata dalle Acli di Roma, in collaborazione con il coordinamento nazionale dei Giovani delle Acli, in cui sono state raccolte oltre 300 storie vere di ragazzi e ragazze vittime di bullismo e cyberbullismo.

Ad Erica Mastrociani, responsabile dell’area Cultura delle ACLI Nazionali e presidente nazionale ENAIP (Ente Nazionale ACLI Istruzione Professionale), abbiamo chiesto di spiegarci il motivo per cui le Acli affrontano la tematica dell’intelligenza artificiale: “Abbiamo scelto come tema di questo 55° Incontro nazionale di Studi l’intelligenza artificiale perché vogliamo studiare e comprendere questo fenomeno, partendo da un principio: il valore e la dignità della persona. Viviamo un tempo di profondo cambiamento, in cui le trasformazioni rischiano di minare alla radice il senso stesso della nostra esistenza. Le nuove tecnologie, in questi decenni, hanno prodotto dei cambiamenti oltremodo accelerati. Per noi sarà uno tsunami? O una nuova opportunità? Vogliamo cercare di rispondere a questi interrogativi attraverso quattro giorni di dibattiti e confronti a Cuneo”.

Quale impatto sul lavoro hanno le nuove tecnologie?

Uno studio dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) ha evidenziato che l’intelligenza artificiale ha maggiori probabilità di aumentare i posti di lavoro anziché distruggerli, automatizzando alcune mansioni piuttosto che sostituendole completamente. Le potenzialità delle nuove tecnologie sono immense e avranno un impatto su tutti i settori organizzativi e di business. Ma noi delle Acli crediamo che queste possano portare un reale impatto positivo solo se nessun lavoratore resti indietro. Occorre investire in formazione e coinvolgere le istituzioni, le organizzazioni e la società civile in percorsi che permettano di rendere il lavoro più sicuro e efficiente. Non dimentichiamoci che ogni cittadino ha diritto ad un impiego dignitoso che gli permetta di realizzare pienamente se stesso”.

In quale modo è necessario difendere la dignità della persona in un mondo che cambia?

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Non ci può essere progresso senza il rispetto della dignità della persona. Le nuove tecnologie devono essere al servizio dell’uomo, non viceversa. Noi delle Acli lavoriamo per costruire un Paese in cui non si muore di lavoro e in cui le minoranze non sono discriminate. E’ un impegno quotidiano che portiamo avanti con dedizione e passione perché crediamo nel valore di ogni persona”.

 

Quale impatto hanno le nuove tecnologie sulla vita di fede?

La fede non è altro dalla realtà. Noi tutti viviamo l’esperienza spirituale dentro un tempo ed uno spazio. Tutto ciò non è irrilevante. Quindi se cambia la percezione della realtà, se fatichiamo a comprendere ciò che è reale da ciò che è virtuale vengono a mancare dei punti di riferimento fondamentali. Sono tutte questioni che si aprono e che dobbiamo porci come interrogativi significativi per la vita delle persone. Le domande fondamentali non cambiano ma le risposte possono variare molto: oggi, in un contesto ed un orizzonte, che ancora fatichiamo a comprendere”.

 

Lo sviluppo delle nuove tecnologie consentirà anche lo sviluppo del territorio?

More in Italia

Secondo lo studio ‘AI 4 Italy: Impatti e prospettive dell’Intelligenza Artificiale Generativa per l'Italia e il Made in Italy’, elaborato da ‘The European House – Ambrosetti’ in collaborazione con Microsoft Italia, l'adozione dell'intelligenza artificiale generativa può incrementare la produttività del sistema Italia, generando fino ad € 312.000.000.000di valore aggiunto, pari al 18% del Pil. I presidi Acli sono le antenne sociali dei territori più periferici, dove manca il lavoro e si fa fatica a trovare vie d’uscita.

Il progresso che l’AI porterà nel nostro Paese deve partire da questa aeree. Le Acli sono in campo per sviluppare un’opera di alfabetizzazione, che non solo rinnova il suo ruolo di agente di pedagogia sociale, ma punta a restituire ai cittadini le chiavi per essere artefici del proprio destino e volgere questi mutamenti in senso realmente democratico. Abbiamo maturato la consapevolezza che è quanto mai urgente dotarsi di adeguati strumenti cognitivi ed intellettuali, ma anche di un serio orientamento etico al fine di evitare che le trasformazioni in atto si traducano in ulteriori disuguaglianze”.

L’ultima giornata a Boves: l’intelligenza artificiale può garantire la memoria?

Concluderemo queste quattro giornate dedicate all’Intelligenza Artificiale con la Carovana della Pace, una marcia per ricordare le vittime del primo eccidio nazista in Italia, avvenuto a Boves 80 anni fa, il 19 settembre 1943. Non è stata una scelta casuale: abbiamo voluto ribadire che non c’è futuro senza memoria. Una memoria che deve essere parte viva della coscienza individuale di ogni persona. Le nuove tecnologie possono essere d’aiuto in questo processo, creando nuovi modi per divulgare e conservare tracce e ricordi. Ma siamo noi che dobbiamo impegnarci affinché eccidi e guerre non si ripetano mai più”.