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I credenti devono annunciare possibilità che vanno oltre l’esistente, non passioni tristi

Il messaggio della CEI per la Giornata del Dialogo ebraico cristiano

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"Ci auguriamo che il Signore, attraverso il Cammino sinodale, rigeneri fiducia e coraggio nella nostra Chiesa e, soprattutto, aiuti tutti i credenti ad essere capaci di contagiare di fiducia e coraggio i nostri contemporanei". É un passaggio del testo che la Commissione della Conferenza episcopale italiana per l'ecumenismo e il dialogo ha preparato per la giornata del dialogo ebraico cristiano che si celebra il 17 gennaio.

La riflessione prende spunto da un brano di Ezechiele: “Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti”.

Una situazione di disfatta come quella che viviamo oggi. "Trionfano le 'passioni tristi'" e "lo stesso pessimismo, a volte unito a rabbia e rassegnazione, aleggia anche nella nostra società, spesso ripiegata sul presente, aggrappata al presente, incapace di fiducia nel futuro."

Ecco che Ezechiele "annuncia l’impossibile o, meglio, annuncia ciò che sembra impossibile: la rinascita dalla morte. Ecco una bella missione del credente nel nostro mondo: annunciare possibilità che vanno oltre l’esistente, possibilità che emergono dall’esistente e aprono prospettive inaspettate e che sono tutte collegate esclusivamente all’azione di Dio".

Una icona che accompagna il cammino sinodale della Chiesa cattolica in Italia, è quella di Emmaus, quando "il Risorto fa ardere il cuore dei discepoli carichi di “passioni tristi”".

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Ed Ezechiele però ricorda che la situazione drammatica è "la conseguenza del peccato del popolo, più volte invitato alla conversione, ma incapace di attuarla in modo sincero. La nostra speranza in un futuro migliore deve appoggiarsi su una continua conversione: nel rapporto con Dio, nel rapporto fra persone, nel rapporto tra stati, nel rapporto con la terra". Del resto "la speranza dell’uomo poggia innanzitutto su Dio che è fedele alle sue promesse" e , quindi "come credenti desideriamo collaborare con tutti coloro che, seguendo le “aspirazioni più segrete”, contribuiscono a far nascere un mondo nuovo. Come credenti desideriamo offrire il nostro servizio a tutti per far sbocciare il Regno, rigenerando speranza, fiducia e coraggio".

L'invito è a rinnovare la "passione per la Scrittura, certi che proprio le sue pagine possono rigenerare in noi “passioni felici”, aiutarci a sostenere l’umano che è comune, contagiare speranza".