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Le riprese cinematografiche di Papa Leone XIII, non solo dei fratelli Lumière

Una ricerca universitaria ritrova tracce nell'archivio vaticano

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Ma chi ha fatto le riprese a Papa Leone XIII? Tutti pensavano fossero stati solo i fratelli Lumière. E da allora fino ad oggi si è sempre ripetuto che l’autore fosse stato nel 1896 Vittorio Calcina, il rappresentante in Italia della realtà francese. Ma uno studio universitario presentato in Vaticano sembra voler rivedere la storia. William Kennedy Laurie Dickson ne realizzò due anni dopo per l’American Mutoscope and Biograph Company. E, come ricostruisce una ricerca, nell’Archivio Apostolico Vaticano sono custoditi diversi documenti che lo confermano. A cominciare dalla nota manoscritta del maggiordomo del pontefice, il futuro cardinale Francesco Salesio Della Volpe, indirizzata al delegato apostolico a Washington, Sebastiano Martinelli, nella quale si descrivono dettagliatamente le tre sedute di riprese effettuate da Dickson tra giugno e luglio 1898. Le carte svelano inoltre i motivi della rottura con gli operatori statunitensi: il Vaticano li accusò di fare un commercio scandaloso delle immagini del papa, arrivando persino ad ipotizzare un’azione legale.

Il libro di Gianluca della Maggiore ‘Le vedute delle origini su Leone XIII. Vaticano, Biograph e Lumière’ (edito da Utet Università).

“Un libro che consente di fare luce su una vicenda controversa”, e questo rende importanti i reperti storici con la necessità di mantenere vivi i rapporti con le altre istituzioni vaticane specializzate sul passato.

Nel suo intervento, monsignor Dario Edoardo Viganò, presidente della Fondazione MAC - Memorie Audiovisive del Cattolicesimo e vicecancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha sottolineato che “è verosimile pensare che il raccordo con gli altri archivi vaticani – dove è presente tutta la documentazione che ha permesso la scrittura di questo volume – avrebbe fin dall’inizio consentito alla Filmoteca Vaticana di trattare con maggiore accuratezza filologica il documento filmato su Leone XIII interrompendo immediatamente la catena di diffusione della versione attribuita a Calcina o, perlomeno, fornendo una sua contestualizzazione”.

Da studiare quindi il rapporto fra Leone XIII e i fratelli Lumiere, i quali fin dai primi anni Novanta dell’Ottocento fornivano al papa le lastre fotografiche per la carta del cielo della Specola Vaticana. In archivio c'è anche la benedizione di Leone XIII davanti alla macchina da presa di Dickson che venne amplificata da una fake news del New York Journal. Secondo il giornale, il papa aveva affermato ufficialmente che la benedizione filmata avesse lo stesso valore di una benedizione in presenza. E questo provocò due effetti: le proteste della Santa Sede e il clamoroso successo planetario dell’iniziativa.

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