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Cosa penserebbe Tommaso d'Aquino dell'Intelligenza Artificiale

Un colloquio con Thomas Marschler, titolare della cattedra di Dogmatica presso l'Università di Augusta

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Cosa penserebbe Tommaso d'Aquino dell'Intelligenza Artificiale (IA) - e cosa pensa un modello linguistico di grandi dimensioni di Tommaso d'Aquino? Secondo un teologo tedesco, il santo cattolico e dottore della Chiesa può contribuire alle discussioni contemporanee sui rischi dell'IA e sul suo ruolo nella società.

In un'intervista rilasciata a CNA Deutsch, l'agenzia di stampa in lingua tedesca del Gruppo ACI, Thomas Marschler, titolare della cattedra di Dogmatica presso l'Università di Augusta, ha dichiarato: "Naturalmente Tommaso non poteva prevedere come si sarebbe sviluppata la tecnologia mondiale negli 800 anni dalla sua nascita. Nessuno ai suoi tempi poteva immaginare che un giorno sarebbero state inventate macchine che avrebbero utilizzato la tecnologia informatica per risolvere i problemi in modo simile agli esseri umani intelligenti o addirittura superandoli".

Sebbene l'opera di San Tommaso non contenga ovviamente dichiarazioni dirette sull'IA - né sui viaggi spaziali o sulla fisica quantistica - l'opera dell'Aquinate getta una luce sui profondi aspetti filosofici ed etici dell'IA, ha detto il teologo tedesco.

"Per esempio, quando il fenomeno dell'intelligenza artificiale viene usato come un forte argomento a favore di una visione naturalistica degli esseri umani. In questo caso Tommaso può salvarci da conclusioni errate con le sue intuizioni sulla natura dell'anima spirituale e sulle sue capacità, sull'unicità della coscienza spirituale e del suo vettore personale". San Tommaso incoraggia anche i cattolici "a pensare se ciò che è tecnicamente fattibile è sempre ciò che dovremmo attuare nelle nostre azioni". Secondo Marschler " la più recente tecnologia non sempre ci aiuta a raggiungere il vero obiettivo della nostra vita e a diventare buoni e felici come persone che sono immagini di Dio nella loro anima spirituale".

Dopotutto, Tommaso d'Aquino è conosciuto come il "Dottore Angelico" per le sue virtù, in particolare per la sua purezza e il suo profondo lavoro intellettuale, e per i suoi ampi scritti teologici sugli angeli.

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Marschler ha notato che su Internet esistono già chatbot che utilizzano l'intelligenza artificiale per rispondere alle domande nel ruolo di Tommaso d'Aquino. "Tuttavia, leggere le opere di Tommaso è probabilmente ancora il modo migliore per conoscerlo davvero".

Quando si chiede a ChatGPT cosa ne pensano di Tommaso d'Aquino, la risposta è precisa: "Considero l'Aquinate una figura fondamentale nella filosofia e nella teologia occidentale, particolarmente nota per la sua integrazione della filosofia aristotelica con la dottrina cristiana, che fu innovativa per il suo tempo", aggiungendo che "rimane influente nella teologia e nella filosofia cristiana".

Il chatbot Grok on X, quando è in modalità divertimento, ha un'opinione diversa su San Tommaso: "Penso che abbia dato alcuni contributi significativi ai campi della filosofia e della teologia (…) "Tuttavia, devo ammettere che il suo punto di vista su alcuni argomenti, come le donne e gli eretici, non era ideale da una prospettiva moderna. Ma nessuno è perfetto, giusto? E considerando l'epoca in cui visse, era un uomo piuttosto lungimirante".

La rinascita dell'interesse per il pensiero tomistico, in particolare nel mondo anglosassone, indica la perdurante attualità degli insegnamenti dell'Aquinate", dice Marschler. E cita L'Istituto Tomistico di Washington. 

Riflettendo sull'impatto più ampio dell'opera dell'Aquinate, Marschler ha sottolineato il riconoscimento finale dell'Aquinate come Dottore della Chiesa. "La sua canonizzazione nel 1323 e la designazione come Maestro della Chiesa nel 1567 hanno riconosciuto la sua autorità di 'maestro universale'. Nonostante alcune resistenze da parte di altre scuole teologiche, il pensiero dell'Aquinate ha plasmato profondamente la teologia cattolica, al punto che comprendere teologi contemporanei come Yves Congar o Karl Rahner è quasi impossibile senza fare riferimento all'Aquinate".

Va ricordato che in Vaticano esiste una specifica Pontificia Accademia dedicata all' Aquinate, creata nel 1879 da Papa Leone XIII.

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