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Germania, proteste contro l’accorpamento delle parrocchie di Aquisgrana

La proposta del vescovo Dieser cerca di fare fronte al calo del clero e dei fedeli

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La riforma strutturale della diocesi di Aquisgrana (Aachen) proposta dal vescovo Helmut Dieser non piace e sta suscitando accese proteste tra i fedeli. A causa del ben noto crollo delle adesioni alla Chiesa Cattolica tedesca, i cui numeri vanno inesorabilmente a picco da anni, e alla crisi delle vocazioni sacerdotali, il vescovo di Aquisgrana ha proposto un accorpamento dalle attuali 326 parrocchie a sole ottograndi parrocchie entro l’inizio del 2028. Ciascuna amministrerà circa 140.000 cattolici. Inoltre la diocesi sarà suddivisa in 44 zone pastorali, che verranno istituite al più tardi entro il gennaio 2025. Il vescovo Dieser ha messo in moto questo processo con un decreto proprio all'inizio di quest’anno.

Il quotidiano locale, l'Aachener Zeitung, ha raccolto le voci della protesta. Gli oppositori di questa riforma strutturale, si legge nel quotidiano, temono «che la cura pastorale e la vicinanza pastorale delle chiese locali vengano danneggiate e che le parrocchie vengano limitate nella loro autoamministrazione finanziaria e, in ultima analisi, persino espropriate».

La protesta, inascoltata dalla Diocesi, è sfociata addirittura nella stesura di due lettere aperte di protesta contro l’iniziativa riformista del vescovo Dieserche sono state inviate a Papa Francesco, al nunzio del Papa in Germania, l'arcivescovo Nikola Eterovic, e all'Ufficio del Clero in Vaticano. Tra i firmatari figurano sacerdoti, personale pastorale, consigli ecclesiastici e parrocchiani di tutta la diocesi. Nella lettera si chiede senza mezzi termini «di fermare il vescovo di Aquisgrana e di riportarlo alla ragione pastorale».

Dieter Verheyen, uno degli autori delle lettere e cofondatore dell'iniziativa "Kirche bleibt hier" (La Chiesa non si tocca) ha espresso i suoi dubbi sulla riforma all’agenzia di stampa tedesca Katholische Nachrichten-Agentur(KNA): «La domanda che sorge ora è: quante parrocchie rimarranno nelle zone pastorali?». Verheyen è inoltre preoccupato per la situazione dei fedeli, che potrebbero sentirsi abbandonati e perdere contatto con la Chiesa, soprattutto nelle zone rurali della Repubblica Federale. La riforma del vescovo cerca di «stabilizzare la sostenibilità economica della diocesi», si legge nella lettera, ma certamente non si tratta di «riforme nel senso di trasmettere la fede alle generazioni future».

L'iniziativa di Dieter Verheyen propone invece di ridurre il numero delle parrocchie a 85, ognuna delle quali dovrebbe raggruppare un massimo di 25.000 membri. I firmatari di questa iniziativa di protesta suggeriscono inoltre che le riforme strutturali nelle diocesi tedesche siano realizzate in modo coordinato e concertato, in modo che «i cattolici nel loro insieme abbiano di nuovo una comprensione della struttura della Chiesa cattolica nelle rispettive diocesi».

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La diocesi, par parte sua, ha spiegato che ci sono state intense discussioni sul progetto a tutti i livelli come parte del processo Oggi con voi, lanciato nel 2018. Il decreto del vescovo Helmut Dieser sull'istituzione di nuove zone pastorali è stato emanato dopo aver consultato i Consigli Regionali. Anche il Consiglio Presbiterale e il Consiglio Pastorale diocesano hanno votato a favore dell'adozione della riforma a maggioranza assoluta, con un solo voto contrario del Consiglio Presbiterale e un'astensione del Consiglio Pastorale diocesano.