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Cipro per la prima volta in tre secoli ha un vescovo cattolico latino

Il 16 marzo c’è stata l’ordinazione episcopale di Padre Bruno Varriano, vicario patriarcale a Cipro. Ed è un evento storico

Padre Bruno Varriano | Il neovescovo padre Bruno Varriano, ofm | LPJ.org Padre Bruno Varriano | Il neovescovo padre Bruno Varriano, ofm | LPJ.org

Era da 340 anni, dalla morte di Filippo Mocenigo, che a Cipro non risiedeva un vescovo cattolico di rito latino. Dal 16 marzo, però, tutto è cambiato, perché padre Bruno Varriano, francescano dei frati minori, vicario del Patriarcato Latino di Gerusalemme a Cipro, è stato ordinato vescovo dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme – concelebranti l’arcivescovo maronita di Cipro Selin Jean Sfeir e il Cardinale Fortunato Frezza. Così, dopo aver aperto finalmente una sede a Nicosia il 29 settembre 2022, ora la Chiesa cattolica di Cipro acquisisce ancora più peso.

È un segnale importante, per due motivi. Perché Cipro è l’ultimo Paese in Europa diviso da un muro (per essere precisi, una green line) e con una zona di occupazione turca dove le chiese sono state spesso trasformate in moschee o locali pubblici, e la cui attenzione pastorale è nelle mani del vicario patriarcale, che ora darà più impatto al suo lavoro. E perché la nomina viene dopo la creazione a cardinale del Patriarca di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, e sono entrambe un segnale di quanto importante la Santa Sede consideri la Terrasanta.

Nell’omelia della Messa di ordinazione, il Cardinale Pizzaballa ha ricordato che “l’ultimo vescovo latino residente nell’isola è morto esattamente 340 anni fa. Oggi stiamo assistendo ad un momento storico per la nostra Chiesa, per il Patriarcato latino, ma direi anche per tutti. Un momento di celebrazione, un momento bellissimo per la Chiesa, che spero ci aiuterà a rafforzare il nostro senso di comunità e unità”.

All’ordinazione erano presenti anche il Cardinale Américo Manuel Alves Aguiar, vescovo di Setúbal (Portogallo), il Cardinale Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo (Brasile) – diocesi di origine di padre Varriano – e l’arcivescovo Giovanni Pietro Dal Toso, nunzio apostolico in Giordania e Cipro. Oltre a loro, c’erano 40 vescovi, centinaia di sacerdoti, ma soprattutto – ed è un segnale da non sottovalutare, l’arcivescovo Georgios III, il capo della Chiesa Ortodossa Cipriota che rappresentava anche il Patriarcato Ortodosso di Gerusalemme.

A testimoniare l’importanza dell’evento, hanno partecipato all’ordinazione anche rappresentanti del Ministero di Stato, il Ministero degli Interni, il Ministero degli Affari Culturali, il Ministero degli Affari Esteri e il presidente della Corte Suprema di Cipro, nonché un rappresentante delle Nazioni Unite.

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Rivolgendosi direttamente al nuovo vescovo nell’omelia, il Cardinale Pizzaballa ha detto: “Negli ultimi anni, nuove sfide pastorali sono emerse sull’isola di Cipro, così come nella vita della diocesi in generale, e questo richiede una sempre più solida presenza ecclesiale e un servizio pastorale differente e più coraggioso, esteso a tutti i fedeli diddusi nel territorio, che sono spesso in situazioni sociali molto vulnerabili”.

Il Patriarca Latino di Gerusalemme ha ricordato che “la nostra prima preoccupazione è di essere vicini a tutti, supportare i bisogni di tutti, quanto meglio possibile, consapevoli che il nostro primo obiettivo è di essere l’immagine del buon pastore, di riportare tutti all’incontro con il Risorto, l’unico e solo Buon Pastore”.

Riferendosi alla necessità di costruire un piano pastorale solido ed efficace a Cipro, il cardinale Pizzaballa ha detto che prima di tutto “l’unico piano pastorale che dovrai presentare è di testimoniare che incontrare Cristo è la cosa più bella che può succedere ad una persona e che una comunità cristiana costruisce la sua vita dall’Eucarestia prima di ogni altra attività, e di fare tutto il possibile per fare incarnare la vita di Cristo nelle nostre comunità”.

Il modo di farlo – ha aggiunto il Patriarca – “è precisamente ciò che è stato appena proclamato nel Vangelo: servire, rendersi servitore, amare liberamente, senza chiedere nulla. Dare ogni giorno la propria vita per il gregge che ti è stato affidato”.

Comincia, dunque, una missione importante per il nuovo vescovo, che il 17 marzo ha celebrato la sua prima Messa solenne come membro dell’episcopato.   

La presenza di cattolici di rito latino a Cipro è stata continua sin dal 1192, anche se i primi contatti con i latini risalgono al 1126, quando i ciprioti incontrarono commercianti da Venezia e Genova.

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La data di inizio è il 1192 perché in quell’anno arriva un’onda di migranti cattolici e Romani da Roma, la Cilicia e il Levante, ospitate dal re Francesco di Gerusalemme. Già nel 1196 un arcivescovo di rito latino aveva preso servizio a Nicosia, mentre altri tre vescovi si erano stabiliti a Famagosta, Limassol e Pafos. Questo portò all’arrivo di molti ordini religiosi cattolici tra il 1192 e il 1489, epoca al termine della quella i cattolici di rito latino a Cipro rappresentavano il 15 o 20 per cento della popolazione.

Dopo la conquista ottomana del 1570-1571, la Chiesa latina si dissolse, sebbene i sacerdoti mantennero una presenza, in particolare attraverso monasteri Francescani, mentre i consolati di Larnaca fornirono supporto a molti banchieri, dottori, mercanti dell’Europa che arrivavano a Cipro.

Grazie a loro, si sviluppò una piccola comunità latina. Le comunità religiose stabilirono delle scuole, come la “Scuola Terra Santa” dei francescani, fondata nel 1646, o la Scuola San Giuseppe delle Sorelle di San Giuseppe, che aprì nel 1844.

A partire del 1878, il periodo britannico fu caratterizzato da un periodo di maggiore tolleranza. La comunità di rito latino si diffuse, moltiplicando anche gli sforzi sul tema dell’educazione, permettendo così una maggiore integrazione tra la comunità di rito latino e la società cipriota.

L’indipendenza del 1960 portò al riconoscimento della comunità cattolica di rito latino come gruppo religioso, e un suo rappresentante fu eletto nel Parlamento cipriota.

Nel 1974, la Turchia invase Cipro. I cattolici furono costretti a rifugiarsi nella parte libera dell’isola, ma la comunità cattolica di rito latino continuò a prosperare. Il ruolo delle scuole fu importantissimo. Oggi, ci sono solo due scuole latine a Cipro: il Terra Santa College a Nicosia e la scuola Santa Maria a Limassol.

Il Vicariato Patriarcale Latino è presente a Cipro dal 1847, da quando Pio XII ristabilì il Patriarcato Latino di Gerusalemme. Quest’anno, dunque, festeggia il 175esimo anniversario dalla ricostruzione.