Advertisement

Il cammino stazionale romano, la basilica di Santa Maria ad Martyres

Da tempio pagano a luogo di culto mariano

Santa Maria ad Martyres |  | Acistampa Santa Maria ad Martyres | | Acistampa

Venerdì della settimana di Pasqua si celebra la stazione nel Pantheon, che dal VII secolo è una chiesa dedicata a Maria.

“Essendo questo Tempio dedicato insieme ad honore di Dio, della Beata Vergine, & di tutti i Santi, possiamo in esso entrare con la consideratione del proprio honore & adorazione, che a Dio, a i Santi, & alla Vergine in particolare si conviene”, scrive Pompeo Ugonio nel 1588 nella sua guida alle stazioni quaresimali.

Ugonio racconta come il Pantheon è stato trasformato in chiesa:

“Panteon è voce greca composta di Pan, che significa tutti, & Theon Dei, quasi dica de tutti i Dei. Però Agrippa di questi falsi Dei ci pose infinite statue, come più abbasso diremo, ad honore de quali si facevano molte esecrabili superstizioni; di modo che questo luogo in quei miseri tempi, era un ricetto di sceleraggini, & una infame habitat ione de Demonij.”

“Essendo circa 645 anni doppo la prima edificazione di questo tempio asceso alla cathedra di Pietro Papa Bonifatio Quarto, ne gl’anni di Christo 606”, continua Ugonio, “nel qual tempo s’era già Roma molto prima generalmente convertita alla fede di Christo, il detto Papa Bonifatio chiese esso tempio in gratia a Foca Imperatore, per dedicarlo al culto della nostra Religione, & l’ottenne.”

Advertisement

La nuova chiesa viene consacrata il 13 maggio di un anno incerto nel pontificato Bonifacio IV, racconta Ugonio. Dalla commemorazione di questa consacrazione viene la festa di Tutti i Santi:

“Papa Bonifatio vi fece portare 28 carri di ossa de santi Martiri cavati da diversi Cemiterij di Roma, & quivi appresso l’altar maggiore li fece decentemente collocare. Nel dì della sua dedicazione, facendosi questa festa solennissima in Roma, vi concorreva tanta moltitudine d’ogni paese, che la città non bastava a sostentarla, onde vi nasceva gran carestia & penura del vivere.”

Toccherà a Papa Gregorio IV a risolvere il problema:

Circa gl’anni di Christo 834 transferì detta festa alle Calende di Novembre, quando è fatta la nuova raccolta de grani & de vini, & che di più volse, che la solennità prima propria di Roma, fusse universale a tutto il mondo, aggiungendovi anco che non si celebrasse solo in honor della Madinna, & di tutti i Martiri, ma anco de Confessori, & di tutti i Santi & Sante.”

Vista così, in un certo senso la festa di Tutti i Santi il 1 novembre è una specie di festa del vino novello.