Città del Vaticano , sabato, 10. gennaio, 2026 12:00 (ACI Stampa).
“Quanto bene c’è nel mondo, voi siete la prova”. Lo ha detto Papa Leone XIV, stamane, ricevendo in Aula Paolo VI i rappresentanti degli Enti che hanno collaborato per il Giubileo e ai volontari. “A tutti voi esprimo la mia sentita riconoscenza per quanto operato, sia nelle impegnative fasi preparatorie che nel corso di tutto l’Anno giubilare. Avete dato un apporto multiforme, spesso nascosto, sempre impegnativo e carico di responsabilità, grazie al quale oltre trenta milioni di pellegrini hanno potuto compiere il cammino giubilare e partecipare alle celebrazioni e agli eventi, in un clima di festa e al tempo stesso di compostezza, raccoglimento, ordine e organizzazione”.
“Grazie a voi Roma – ha aggiunto il Papa - ha offerto a tutti il suo volto di casa accogliente, di comunità aperta, gioviale e al tempo stesso discreta e rispettosa, aiutando ciascuno a vivere con frutto questo grande momento di fede. La visita alle tombe di Pietro e Paolo, degli altri Apostoli e dei Martiri, il cammino verso la Porta Santa, l’esperienza del perdono e della misericordia di Dio, sono stati per tante persone momenti di incontro fecondo con il Signore Gesù, in cui toccare con mano che la speranza non delude”.
“Con il vostro lavoro – ha detto ancora Leone XIV - avete aiutato molti a trovare e ritrovare speranza, e a riprendere il viaggio della vita con fede rinnovata e propositi di carità. Vorrei richiamare, in particolare, la presenza a Roma, in occasione del Giubileo, di tanti giovani e adolescenti di ogni nazione. È stato bello toccare con mano il loro entusiasmo, essere testimoni della loro gioia, vedere la serietà con cui hanno pregato, meditato e celebrato, osservarli, così numerosi e diversi tra loro, eppure uniti, ordinati, desiderosi di conoscersi e di vivere insieme momenti di grazia, di fraternità, di pace”.
“Tutti, a vari livelli, - ha concluso Papa Leone - siamo responsabili del loro futuro, in cui c’è il futuro del mondo. Chiediamoci, allora, alla luce di ciò che abbiamo visto: di che cosa hanno realmente bisogno? I giovani hanno bisogno di modelli sani, che li indirizzino al bene, all’amore, alla santità, come ci hanno mostrato le figure di San Carlo Acutis e di San Piergiorgio Frassati, canonizzati lo scorso settembre. Teniamo davanti a noi i loro occhi limpidi e vivi, pieni di energia e al tempo stesso tanto fragili: ci potranno essere di grande aiuto per discernere con saggezza e prudenza nelle gravi responsabilità che ci attendono nei loro confronti”.



