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Madonna del Miracolo. Solenne concelebrazione con il cardinal Semeraro

Oggi, alle 18 nella chiesa di Sant'Andrea delle Fratte

L'altare della Madonna del Miracolo a Roma | L'altare della Madonna del Miracolo a Roma | Credit Sant'Andrea delle fratte L'altare della Madonna del Miracolo a Roma | L'altare della Madonna del Miracolo a Roma | Credit Sant'Andrea delle fratte

Un fiume di fedeli, il popolo mariano tutto riunito sotto l'effigie della Madonna del Miracolo. La chiesa di Sant'Andrea delle Fratte è davvero strapiena. Si chiude oggi una  settimana densa di appuntamenti  con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, che ha concentrato la sua omelia sull'episodio evangelico delle nozze di Cana. Una settimana che ha visto impegnata la chiesa-santuraio negli ultimi tre giorni dal Triduo di preparazione a questa festa tanto attesa. 

Sant'Andrea delle Fratte, un luogo che richiama fedeli da tutto il mondo. Una storia che ancora oggi affascina chiunque. Era il 20 gennaio del 1842 quando la Vergine Maria apparve ad Alfonso Ratisbonne. La storia della Madonna del Miracolo è una di quelle storie in cui si alternano diversi personaggi, volti, esperienze e testimonianze: di fondo, lei, la Vergine del Miracolo. Ma noi, ora, di entrare meglio in questa storia. Mettiamo le lancette dell'orologio indietro, molto indietro. Sono le ore 12.00 del 20 gennaio 1842. Un giorno come tanti altri. Ma, per la storia delle apparizioni mariane è un giorno speciale. Maria appare in silenzio, vestita di color perla, con un manto cobalto ea piedi scalzi. C'è solo lo sguardo di un ebreo a guardarla, come rapito dal vento. Quell'ebreo ha un nome: Alfonso Ratisbonne. L'immagine che gli si presenta è quella raffigurata nella Medaglia miracolosa di rue du bac di Parigi (quella fatta coniare da santa Caterina Labouré nel 1832 - l'apparizione alla santa risale al 27 novembre 1830) che Alfonso porta al collo per una scommessa fatta con il suo amico francese il barone Teodoro de Bussières. “Alfonso si era inginocchiato ebreo e si era alzato cristiano”, dirà il barone. Si era alzato mariano, diremmo noi.

 

L'apparizione di quella donna maestosa e splendente - infatti - sarà per l'avvocato Ratisbonne il momento più importante della sua vita. Descrivere quell'attimo è come esprimere l'inesprimibile: “Ogni descrizione, per quanto sublime possa essere, non sarebbe che una profanazione dell'ineffabile verità…era davvero Lei!”. La sconvolgente testimonianza di Ratisbonne terminava con una frase che per tutta la vita amò ripetere: “Elle ne m'a rien dit, mais j'ai tout compris”. “Lei non mi ha detto nulla, ma ho capito tutto”.

Aggiornato ore 20.08

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