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Dicastero per il Clero: il nuovo Segretario è l'Arcivescovo Redaelli

Subentra a Monsignor Andrés Gabriel Ferrada Moreira, nominato il 31 ottobre 2025 vescovo di San Bartolomé de Chillán

L'Arcivescovo Redaelli e Papa Leone XIV |  | Arcidiocesi di Gorizia L'Arcivescovo Redaelli e Papa Leone XIV | | Arcidiocesi di Gorizia

Monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, finora Arcivescovo metropolita di Gorizia, è il nuovo Segretario del Dicastero per il Clero. Lo ha nominato stamane Papa Leone XIV e subentra a Monsignor Andrés Gabriel Ferrada Moreira, nominato il 31 ottobre 2025 vescovo di San Bartolomé de Chillán, e uomo molto vicino al defunto Papa Francesco.

Nato a Milano il 23 giugno 1956, Monsignor Redaelli è stato ordinato sacerdote nel 1980. Nel 1988 ha conseguito la laurea in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana.

Nel corso degli anni è stato addetto all'ufficio di avvocatura dell'arcidiocesi di Milano, presidente del Comitato per gli enti e i beni ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana, membro del consiglio di amministrazione della Veneranda fabbrica del Duomo di Milano e nel 2004 viene nominato vicario generale dell'arcidiocesi di Milano.

Giovanni Paolo II lo elegge Vescovo titolare di Lambesi e lo nomina ausiliare di Milano l’8 aprile 2004.

Il 28 giugno 2012 Benedetto XVI lo ha promosso Arcivescovo metropolita di Gorizia.

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Dal 2019 è Presidente di Caritas Italiana.

Nel gennaio 2025 è stato visitatore apostolico per disposizione della Santa Sede presso la diocesi siciliana di Piazza Armerina.

Monsignor Redaelli affiancherà ora ai vertici del Dicastero per il Clero il Cardinale prefetto Lazarus You Heung-sik. Il Dicastero per il Clero – ricorda la Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium - tratta di tutto quanto si riferisce ai presbiteri e ai diaconi del clero diocesano riguardo alle loro persone, al loro ministero pastorale e a ciò che è loro necessario per un suo fruttuoso esercizio. In tali questioni offre ai Vescovi l’aiuto opportuno. Manifesta e attua la sollecitudine della Sede Apostolica per quanto attiene alla formazione dei candidati agli Ordini sacri.

Al Santo Padre non si può dire di no. Lo ringrazio per la fiducia e per l’opportunità che mi viene data di fare un’esperienza di servizio a livello di Chiesa universale. Ringrazio il Signore, Lui che mi ha dato la vita e il dono di essere cristiano, presbitero e poi vescovo con la gioia di vivere diverse esperienze di Chiesa, in particolare quella di essere pastore in questi anni dell’Arcidiocesi di Gorizia. Naturalmente sono dispiaciuto di lasciare prima di quanto previsto questa Chiesa, di cui sono arcivescovo dal giugno 2012. Una Chiesa che mi ha donato tanto come testimonianza di fede, di impegno pastorale e missionario, di servizio di carità, di desiderio di essere unita nella pluralità di lingue e di culture, e mi ha dimostrato tanta capacità di collaborazione, di comunione, di vicinanza e anche di affetto”, le prime parole dell’Arcivescovo Redaelli una volta pubblicata la sua nomina.

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