I Camerieri Segreti di Spada e Cappa Partecipanti già figurano nel Catalogo di Paolo IV (1555). Essi traggono il nome dal loro vestito. Di questa dignità erano decorati, fra gli altri, il Foriere Maggiore, titolo che rimonta a Sisto V. A lui apparteneva la soprintendenza delle fabbriche, acque e suppellettili del Palazzo, ed era coadiuvato dal Sotto-Foriere e dal Foriere. Le sue attribuzioni furono regolate da Gregorio XVI (10 dic. 1832) e dal Regolamento di Leone XIII (1882).
C'era poi il Cavallerizzo Maggiore (Praefectus stabuli) era soprintendente delle scuderie palatine. Il Prior stabuli viene già ricordato nel 590. Il titolo successivo risale al pontificato di Benedetto XII. Per disposizione di Leone XII e Gregorio XVI (1832) egli prendeva parte nell’amministrazione del S. Palazzo. La carica cessava con la morte del Pontefice.
E ancora c'era il Sopraintendente Generale delle Poste (Praefectus tabellariorum), anticamente chiamato praepositus cursus publici, aveva sotto di sé i corrieri straordinari, le staffette e le poste di cavalli, accompagnava il Pontefice viaggiante, apriva e chiudeva lo sportello della carrozza pontificia. Delle sue prerogative trattano varie Cost. di Sisto V, Clemente VIII, Gregorio XV, Pio VI, Pio VII, Pio VIII.
Con il Motu Proprio Pontificalis Domus del 28 mar. 1968 sono stati soppressi gli Uffici del Maestro del Sacro Ospizio, Foriere Maggiore, Cavallerizzo Maggiore e Sopraintendente Generale delle Poste.
I Camerieri Segreti di Spada e Cappa esistevano sotto Urbano VIII. Quando i Camerieri segreti partecipanti erano impediti di prestare servizio, prendevano i loro posti i Camerieri segreti non partecipanti. Questi erano distinti in Camerieri de numero, e facevano servizio ordinario in Anticamera (essi erano nominati a vita dal Pontefice con biglietto della Segreteria di Stato e facevano servizio in tutte quelle cerimonie che si svolgevano Sede Vacante); e in Camerieri soprannumerari, i quali coadiuvavano i Camerieri de numero in Anticamera e in altre funzioni. Tutti i Camerieri de numero e soprannumerari dovevano essere nobili o almeno personaggi distinti per posizione sociale.
Dei Camerieri d’Onore di Spada e Cappa non si hanno notizie certe prima di Paolo IV (1555). Formavano due classi: de numero e soprannumerari; prestavano servizio nella sala del trono e nelle altre funzioni secondo gli ordini dei Superiori.
Attualmente la dignità di Gentiluomo viene conferita, con Biglietto della Segreteria di Stato, a persone che si distinguono per prestigio personale e che hanno acquisito particolari benemerenze verso la Santa Sede.
I Gentiluomini, durante i servizi ai quali sono chiamati, vestono il frac e indossano, segno della loro dignità, il collare d'oro già usato dai Camerieri di Spada e Cappa.
Essi dipendono dalla Prefettura della Casa Pontificia che ne predispone i servizi.
Durante le Celebrazioni Liturgiche Pontificie accolgono i personaggi di riguardo e i membri del Corpo Diplomatico accompagnandoli ai posti loro riservati. Partecipano alle cerimonie civili ed alle udienze papali, nonché ai ricevimenti di Capi di Stato, Capi di Governo ed altre eminenti personalità, come pure degli Ambasciatori che si recano in Vaticano per la presentazione delle Lettere Credenziali. In occasione delle visite di Stato e delle Credenziali rilevano gli Ospiti alle loro residenze in Roma e li guidano fino all'Appartamento pontificio per poi accompagnarli di nuovo alle loro sedi.
Gli Addetti d’Anticamera traggono origine dai Bussolanti.
Poco si conosce sulle loro origini; gli storici, però, sono concordi nell’affermare che essi esistevano già nell’anno 1592, sotto il Pontificato di Papa Clemente VIII, con la definizione di « Cavalieri della Bussola ».
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Clemente X, creato Papa nel 1670, li unì ai « Cavalieri Extra » ed agli « Scudieri » in una unica anticamera. Più tardi, Gregorio XVI, con suo Chirografo in data 30 lu. 1832, decretò la definitiva fusione delle tre Classi, che denominò « Bussolanti Pontifici ». Prestano servizio d’Anticamera e in occasione di ricevimenti ufficiali.
Ci sono poi i sediari e un tempo i parafrenieri pontifici che fin dal 1378, fanno parte di un'arciconfraternita, tra le più antiche di Roma ancora attive. L'arciconfraternita aveva una propria chiesa, quella di Sant'Anna dei Parafrenieri, oggi a Santa Caterina della Rota, Nelle stampe antiche raffiguranti i cortei papali si vedono i sediari trasportare a spalla il Papa sulla sedia gestatoria, seguiti o preceduti dagli scudieri, denominati parafrenieri pontifici, con i quali condividevano, oltre all'abito, anche i servizi. Con la soppressione delle scuderie pontificie, parafrenieri e sediari furono fusi in un unico collegio, facendo prevalere la denominazione comune di questi ultimi.
Attualmente, entrano a far parte dell'anticamera tramite biglietto di nomina del prefetto della Casa pontificia, per delega del Papa. La nomina dei sediari, una volta ricevuta, è vitalizia.