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San Biagio e la benedizione della gola

Oggi, la sua memoria litugica

San Biagio | San Biagio | Credit pd San Biagio | San Biagio | Credit pd


La miracolosa guarigione di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea.
Questo, è al centro della tradizionale benedizione della gola, con le candele della Presentazione del Signore al Tempio. Vi è un protagonista di questa storia, oltre al ragazzo guarito, ed è San Biagio.

Vediamo, prima di tutto, chi è questo famoso santo, che ha il privilegio di essere festeggiato dopo l’importante festa della “Candelora”. Poco si sa della vita di San Biagio. Notizie biografiche sul Santo, si possono riscontrare nell’agiografia di Camillo Tutini, storico italiano del Cinquecento, che raccolse alcune testimonianze tramandate solamente oralmente.

San Biagio fu medico e vescovo di Sebaste, in Armenia. Il suo martirio è avvenuto durante le persecuzioni dei cristiani, intorno al 316, nel corso dello scontro tra gli imperatori Costantino (Occidente) e Licino (Oriente). Fu picchiato – una volta catturato dai Romani – e scorticato vivo con dei pettini di ferro, quelli che venivano usati per cardare la lana. In fine, decapitato per aver rifiutato di abiurare la propria fede in Cristo.

Si tratta di un Santo conosciuto e venerato sia in Occidente, che in Oriente. Il corpo di Biagio è stato deposto nella sua cattedrale di Sebaste. Ma, nel 732, una parte dei resti mortali venne imbarcata da alcuni cristiani armeni per portarla a Roma. Una improvvisa tempesta troncò però il loro viaggio. Si fermarono a Maratea, vicino Potenza. Fu qui che i fedeli accolsero le reliquie del santo in una chiesetta, che poi diverrà l’attuale basilica, sull’altura detta ora Monte San Biagio. Su questa vetta fu eretta nel 1963 la grande statua del Redentore, alta 21 metri. La benedizione della gola, dicevamo.

È tradizione introdurre, infatti, nel mezzo della celebrazione liturgica della festa del santo, una speciale benedizione alle “gole” dei fedeli, impartita dal parroco incrociando due candele, appoggiate sulla gola del fedele. Anticamente si usava olio benedetto. A riguardo, è assai interessante leggere, quello che Ezio di Amida, medico vissuto nel VI secolo, suggerisce ai dottori dell’epoca, nel caso si trovassero di fronte a casi medici particolari. In “Medicinales”, troviamo queste osservazioni: “Se la spina o l'osso non volesse uscire fuori, volgiti all'ammalato e digli «Esci fuori, osso, se pure sei osso, o checché sii: esci come Lazzaro alla voce di Cristo uscì dal sepolcro, e Giona dal ventre della balena»

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