Città del Vaticano , martedì, 3. febbraio, 2026 18:00 (ACI Stampa).
Un restauro che fa scoprire una interessante parte della storia del Papato. La Pontificia Commissione di Arte sacra ha concluso il restauro della transenna marmorea con l’iscrizione del diacono Severo, dedicata alla figlia Severa, una bambina morta a nove anni.
Siamo nella catacomba di San Callisto. Una epigrafe celebre perché conserva la più antica attestazione del vescovo di Roma indicato con la sigla “pp”, abbreviazione di papa, dal greco pápas/páppas (“padre”). Per realizzare il sepolcro familiare, infatti, Severo dovette ottenere l’autorizzazione di papa Marcellino (296–304), testimonianza della diretta giurisdizione del vescovo di Roma sul cimitero della via Appia.
Acistampa ha incontrato Raffaella Giuliani, segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.
Di che tipo di oggetto si tratta?
Si tratta di una transenna marmorea, realizzata con marmo di reimpiego, nella consueta ottica di economicità dell’età tardoantica. La transenna era destinata a chiudere una sepoltura catacombale, un arcosolio, di un cubicolo monumentale, a cui fa riferimento il testo dell’iscrizione incisa sulla superficie liscia della transenna. L’”oggetto” fu rinvenuto da Giovanni Battista de Rossi alla metà dell’Ottocento e fu subito intuito il grande valore storico-documentario della sua iscrizione metrica, che narra come il committente dell’opera, il diacono Severo, stabilì nel cubicolo, descritto come duplex cum arcisoliis et luminare, cioè “doppio, con arcosolii e lucernario”, ossia un ambiente di grande prestigio architettonico, la dimora eterna per sé e per il suoi cari iussu p(a)p(ae) sui Marcellini, “per volere del suo papa, Marcellino”. Il testo prosegue poi con un tenero elogio della defunta Severa, la giovanissima figlia del diacono, morta prematuramente all’età di 9 anni. La dedica è di grande importanza perché è precisamente databile, grazie alla menzione di Marcellino, pontefice dal 296 al 304, e, soprattutto perché contiene la più antica menzione dell’appellativo di papa per indicare il vescovo di Roma, espresso con l’abbreviazione Pp.






