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Papa Leone XIV , per la formazione cristiana serve una Chiesa unita e viva

L'udienza ai partecipanti all’Assemblea Plenaria del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita

Papa Leone XIV |  | Vatican Media Papa Leone XIV | | Vatican Media

"Non possiamo fermarci a trasmettere una dottrina, un’osservanza, un’etica, ma siamo chiamati a condividere ciò che viviamo, con generosità, amore sincero per le anime, disponibilità a soffrire per gli altri, dedizione senza riserve, come genitori che si sacrificano per il bene dei figli". Papa Leone XIV lo ha detto ai partecipanti all’Assemblea Plenaria del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita.

Il Papa si è soffermato sul tema della formazione cristiana, e traendo ispirazione da San Paolo.

Ha parlato anche della dimensione "comunionale" della formazione. "Come infatti la vita umana si trasmette grazie all’amore di un uomo e di una donna, così la vita cristiana è veicolata dall’amore di una comunità".

Citando il magistero dei suoi predecessori il Papa dice che serve una "Chiesa unita, viva, fatta di famiglie, di giovani, di celibi, di consacrati, animata dalla carità e perciò desiderosa di essere feconda, di trasmettere a tutti, e soprattutto alle nuove generazioni, la gioia e la pienezza di senso che vive e sperimenta. Quello che fa nascere nei genitori il desiderio di dare la vita ai figli non è il bisogno di avere qualcosa, ma la voglia di dare, di condividere la sovrabbondanza d’amore e di gioia che li abita, ed è qui che ha le radici anche ogni opera di formazione".

Servono poi "percorsi di vita costanti, coinvolgenti e personali, che approdino al Battesimo e ai Sacramenti, o alla loro riscoperta, perché senza di essi non c’è vita cristiana".

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Infine il Papa parla di "aiutare chi intraprende un cammino di fede a maturare e custodire un modo di vivere nuovo, che abbracci ogni ambito dell’esistenza, privato e pubblico, come il lavoro, le relazioni e la condotta quotidiana".

L'accento di Leone XIV va al rispetto delle vita: "è indispensabile curare nelle nostre comunità gli aspetti formativi finalizzati al rispetto della vita umana in ogni sua fase, in particolare quelli che contribuiscono a prevenire ogni forma di abuso sui minori e sulle persone vulnerabili, come pure ad accompagnare e sostenere le vittime".

E la formazione per questo "richiede pazienza, ascolto, accompagnamento e verifica, sia a livello personale che comunitario, e non può prescindere dall’esperienza e dalla frequentazione di chi l’ha vissuta, per imparare e prendere esempio". Cita tra gli altri Sant’Agostino che appena eletto vescovo, compose il suo trattato De catechizandis rudibus, "le cui indicazioni rimangono utili e preziose fino ad oggi".

E se "le sfide che affrontate, a volte, possono apparire superiori alle vostre forze e risorse. Non dovete però scoraggiarvi. Partite dal piccolo, seguendo, nella fede, la logica evangelica del “granello di senape”, fiduciosi che il Signore non vi farà mai mancare, a tempo opportuno, le energie, le persone e le grazie necessarie".

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