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Papa Francesco: “Voi, Guardie Svizzere, siete un manifesto della Santa Sede”

Papa con le Guardie Svizzere | Papa con le Guardie Svizzere - udienza  | © L'Osservatore Romano Photo da Radio Vaticana Papa con le Guardie Svizzere | Papa con le Guardie Svizzere - udienza | © L'Osservatore Romano Photo da Radio Vaticana

Le Guardie Svizzere, un manifesto della Santa Sede. Le definisce così Papa Francesco, che le riceve insieme ai loro famigliari alla Vigilia del giuramento di 32 reclute che avrà luogo come tradizione il prossimo 6 maggio. Una udienza per “far crescere l’amicizia” tra il Pontefice e le guardie che lo servono da sempre, da quel Sacco di Roma del 1527 in cui 147 Guardie caddero sui gradini dell’altare maggiore di San Pietro, e se ne salvarono solo in 42, che avevano scortato il Papa a Castel Sant’Angelo attraverso il Passetto.

Quel sacrificio rappresenta anche l’emblema della fedeltà del Corpo della Guardia al Papa. E Papa Francesco ne è consapevole. Come è consapevole del servizio “impegnativo” delle Guardie, perché “quando ci sono compiti supplementari, possiamo sempre contare sulla Guardia Svizzera.” Non solo. Sottolinea Papa Francesco che quando le Guardie incontrano “la gente, i pellegrini, voi trasmettete con la vostra gentilezza e competenza questo ‘amore più grande’ che viene dall’amicizia con Cristo. In effetti voi Guardie Svizzere siete un “manifesto” della Santa Sede! Vi ringrazio e vi incoraggio per questo.”

Le parole del Papa sono tutte centrate sull’amore di Cristo, che è poi la base su cui si fonda l’amicizia tra il Papa e le Guardie . Perché – dice il Papa – “nella storia della Chiesa, molti uomini e donne hanno fatto propria la chiamata di questo grande amore. Le Guardie Svizzere che hanno combattuto durante il Sacco di Roma e che hanno dato la loro vita per la difesa del Papa, hanno seguito questa chiamata. E rispondere con dedizione a questa chiamata significa seguire Cristo.”

Non manca un accenno a Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, che da giovane era stato soldato. Il Papa ricorda che Ignazio parla della chiamata del Re che “vuole edificare il suo Regno e sceglie i suoi collaboratori,” e questi collaboratori devono essere “coraggiosi.”

“Così – racconta il Papa - secondo sant’Ignazio, Cristo Re chiede a chi vuole andare con Lui di accontentarsi dello stesso cibo, della stessa bevanda e degli stessi abiti suoi. Gli chiede di essere pronto a faticare durante il giorno e a stare sveglio di notte, perché così parteciperà alla vittoria. Allo stesso tempo, Ignazio paragona il mondo a due campi militari, uno con il vessillo di Cristo e l’altro con il vessillo di Satana. Ci sono solo questi due campi. Per il cristiano la scelta è chiara: egli segue il vessillo di Cristo.”

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Papa Francesco sottolinea poi che “un soldato di Cristo partecipa alla vita del suo Signore,” e questa è la vocazione delle Guardie, ad imparare a “sentire” con Cristo e con la Chiesa, perché “una Guardia Svizzera è una persona che veramente cerca di seguire il Signore Gesù e che ama in modo particolare la Chiesa, è un cristiano con una fede genuina.”

Così, il Papa raccomanda a tutti una vita spirituale continua, e la lettura costante del Vangelo. “Quello che dico a tutti, lo dico anche a voi: tenete sempre a portata di mano un piccolo Vangelo, per leggerlo appena avete un momento tranquillo. Vi aiuta anche la vostra preghiera personale, specialmente il Rosario, durante i “picchetti d’onore”. E vi aiuta il servizio ai più poveri, agli ammalati, a quelli che hanno bisogno di una buona parola.”