A Mottola la Confraternita del Carmine riporta per la città la Madonn Abbasc

Nella Domenica in Albis è ripresa la tradizionale processione che ha origine nel '500

Alcune immagini della processione
Foto: Confraternita Madonna del Carmine, Mottola
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Dopo due anni di restrizioni e programma ridotto a causa dell’emergenza sanitaria torna nella sua pienezza la Festa dell’Ottava di Pasqua a Mottola.

Protagonista la Confraternita del Carmine, che seguendo un’antica tradizione, nella Domenica successiva la Pasqua si reca in pellegrinaggio verso il Santuario rupestre della Madonn Abbasc, sito nell’agro mottolese a 4 km dall’abitato, portando con sé l’Effigie della Madonna del Carmine, permettendo la venerazione pubblica dei fedeli provenienti dai territori confinanti e dei pellegrini provenienti anche da varie parti d’Italia.

La devozione dei mottolesi per la Madonna del Carmine trova origine nei primi anni del Cinquecento: il 22 Aprile 1506 la Madonna è apparsa al Chierico Francesco Pietro di Filippo, che riposava in quel luogo. La richiesta fu quella di edificare lì una cappella in suo onore. Con il tempo, la Madonn Abbasc è diventata luogo di pellegrinaggi per chiedere grazie, guarigioni e anche la pioggia durante i periodi di secchezza dei campi. Novità di quest’anno è la traslazione a piedi del simulacro. Come detto da alcuni membri del Consiglio, ”questa idea era già nata durante la fase acuta della pandemia per chiedere la grazia della fine del virus.

A questa si è aggiunta la grave situazione che vede coinvolta l’Ucraina invasa dalla Russia. Ci rivolgiamo a Maria - dice il Consiglio - chiedendo la fine dell’emergenza sanitaria e la pacifica risoluzione del conflitto tra Ucraina e Russia”. L’Ottava di Pasqua, inoltre, è l’ultimo atto della Settimana Santa, quasi un ringraziamento per i benefici spirituali della settimana appena trascorsa, culminata con la Processione dei Sacri Misteri del Sabato Santo. Al mattino presto la venerata immagine della Madonna del Carmine è partita dalla Chiesa del Carmine per far tappa al Santuario. Particolarità del pellegrinaggio è che i Confratelli e le Consorelle non avevano gli abiti di rito e chiunque ha potuto portare a spalla il simulacro. Il corteo, scandito dalla recita della coroncina della Divina Misericordia e da canti mariani, ha proceduto per le vie del paese e successivamente per le vie dell’agro mottolese, accompagnata dai fedeli accorsi numerosi per l’occasione.

Al Santuario il corteo è stato accolto dalla banda cittadina “U. Montanaro”. Qui sono state celebrate due Sante Messe. Al rientro dal Santuario, nel tardo pomeriggio, l’immagine è tornata in paese, accolta festante dai mottolesi e accompagnata nuovamente dalle marce sinfoniche della banda cittadina. Alla processione ha fatto seguito la Celebrazione Eucaristica di ringraziamento presieduta dal Padre Spirituale don Sario Chiarelli.

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