A San Giovanni in Laterano otto seminaristi diventeranno diaconi

Sabato 24 ottobre alle ore 17.30 si terrà, nella basilica di San Giovanni in Laterano, la celebrazione presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis durante la quale otto seminaristi diventeranno diaconi.

San Giovanni in Laterano
Foto: Diocesi di Roma
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Sabato 24 ottobre alle ore 17.30 si terrà, nella basilica di San Giovanni in Laterano, la celebrazione presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis durante la quale otto seminaristi diventeranno diaconi.

Tra questi, uno si sta formando nel Seminario della Madonna del Divino Amore, due studiano al Collegio diocesano Redemptoris Mater e cinque al Pontificio Seminario Romano Maggiore. La celebrazione sarà animata dal Coro della diocesi di Roma diretto da monsignor Marco Frisina. Sarà trasmessa in diretta su Telepace (canale 73 e 214 in hd, 515 su Sky) e in streaming sulla pagina Facebook della diocesi di Roma.

Al Seminario del Santuario di Castel di Leva appartiene Mateus Henrique Ataide Da Cruz. "Diacono significa servire, entrare nella dimensione di Cristo servo, che era Dio e si è messo a servire gli uomini. Questo ha una pregnanza molto forte", commenta al Vicariato di Roma il rettore monsignor Enrico Feroci. "Coloro che servono il Santuario, come ci ha chiesto il cardinale vicario, aiutano la pastorale diocesana con un’impronta prettamente mariana – spiega monsignor Feroci – quindi il diacono, facendo servizio presso una parrocchia della diocesi, porta la sua formazione mariana e permette un’osmosi tra Santuario e diocesi, e viceversa. È colui che riesce a inserire nella pastorale ordinaria colei che ha permesso che Dio si facesse uomo".

Ha una impronta missionaria, invece, il Collegio Redemptoris Mater, da cui vengono Riccardo Cendamo e Samuel Piermarini. Il rettore è don Francesco Donega, che illustra sempre nel comunicato del Vicariato di Roma questo importante passaggio sulla strada verso il sacerdozio. "Si diventa diaconi tramite una ordinazione, cioè un sacramento che imprime un carattere, un sigillo permanente nell’anima della persona – spiega –. Il diacono entra a far parte a tutti gli effetti del clero della diocesi. Con il diaconato i ragazzi sono davanti a una scelta definitiva, che comporta l’impegno del celibato, l’incardinazione in una diocesi, l’impegno alla preghiera della liturgia delle ore. Concretamente per i seminaristi questo significa che si tratta di una persona che i formatori ritengono già idonea per diventare presbitero". Proprio del diacono è anche "il legame particolare con il vescovo", così come "il servizio alla comunità cristiana".

Sempre nel comunicato l'ultimo commento. Don Gabriele Faraghini, rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore, nel quale studiano cinque ordinandi diaconi: George Bogdan, Salvatore Marco Montone, Manuel Secci, Diego Armando Barrera Parra, Giorgio De Iuri. "L’ordinazione era programmata per maggio, ma è stata spostata per via della pandemia – sottolinea il rettore –. Il rinvio è stato un po’ patito dai ragazzi, ma si sono messi nell’ottica di vivere giorno per giorno senza fare programmi a lungo termine. E io li ammiro per come hanno vissuto questo tempo e questa preparazione. Ormai – aggiunge – sentono il seminario sempre più stretto, un luogo da cui si devono separare. Sono pronti per iniziare la vita parrocchiale".

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