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Abusi, il Cardinale Pell condannato in primo grado in Australia

Il Cardinale George Pell |  | Bohumil Petrik CNA Il Cardinale George Pell | | Bohumil Petrik CNA

Il Cardinale George Pell è stato riconosciuto colpevole in primo grado da un tribunale australiano di violenza sessuale nei confronti di due 13enni. I fatti risalgono agli anni '90 quando il porporato era Vescovo ausiliare di Melbourne. Il verdetto è stato emesso dalla giuria all'unanimità.

La sentenza è stata emessa lo scorso 11 dicembre ed è stata resa pubblica oggi. Domani sarà ratificata in udienza pubblica. Il cardinale, che si proclama innocente e il cui legale ha annunciato ricorso, rischia fino a 50 anni di carcere.

Il Cardinale Pell - che attualmente è ancora formalmente Prefetto della Segreteria per l'economia della Santa Sede, seppur in congedo - era stato rimandato in Australia due anni fa per affrontare il processo. A dicembre Papa Francesco lo aveva estromesso dal C9: il consiglio dei cardinali chiamati dal Pontefice a lavorare sul progetto di riforma della Curia Romana.

Pell, 77 anni, è stato creato cardinale da Giovanni Paolo II nel 2003 quando era Arcivescovo di Sydney. E' stato poi Papa Francesco a promuoverlo a capo della Segreteria per l'Economia nel 2014.

La condanna del Cardinale Pell arriva 48 ore dopo la conclusione del summit convocato dal Papa per la protezione dei minori.

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"La notizia della condanna del Cardinale George Pell ha scioccato molti in tutta l'Australia e in tutto il mondo, inclusi i vescovi cattolici dell'Australia. I Vescovi sono d'accordo sul fatto che tutti devono essere uguali davanti alla legge e esprimono rispetto per il sistema giudiziario australiano". Lo afferma in una nota l'Arcivescovo di Brisbane, Mark Coleridge, Presidente della Conferenza Episcopale Australiana.

"Preghiamo - si legge ancora nella nota - per tutti coloro che sono stati abusati, e ci impegniamo nuovamente a fare tutto il possibile per garantire che la Chiesa sia un luogo sicuro per tutti, specialmente per i giovani e per le persone vulnerabili".

"La Santa Sede si unisce a quanto dichiarato dal Presidente della Conferenza Episcopale Australiana, attendiamo ora l’esito del processo d’appello, ricordando che il Cardinale Pell ha ribadito la sua innocenza e ha il diritto di difendersi fino all’ultimo grado. In attesa del giudizio definitivo, ci uniamo ai vescovi australiani nel pregare per tutte le vittime di abuso, ribadendo il nostro impegno a fare tutto il possibile affinché la Chiesa sia una casa sicura per tutti, specialmente per i bambini e i più vulnerabili". Lo ha detto il Direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede, Alessandro Gisotti.

"Per garantire il corso della giustizia - ha aggiunto Gisotti - il Santo Padre ha confermatole le misure cautelari già disposte nei confronti del Cardinale George Pell dall'ordinario del luogo al rientro del Cardinale Pell in Australia. Ossia che, in attesa dell’accertamento definitivo dei fatti, al Cardinale Pell sia proibito in via cautelativa l’esercizio pubblico del ministero e, come di norma, il contatto in qualsiasi modo e forma con minori di età".

Articolo aggiornato il 26-02-2019 alle ore 11.45