Abusi sui minori, l’attacco al Cardinal Pell. E la risposta del Vaticano

Cardinal George Pell, Holy See Press Office, July 9, 2014
Foto: Daniel Ibáñez / ACI Group
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Ci sarà probabilmente una azione legale da parte del Cardinal George Pell, prefetto della Segreteria dell’Economia, nei confronti di Peter Saunders, un membro della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori ed ex vittima, che in una trasmissione tv australiana ha usato parole durissime nei confronti del Cardinale, accusandolo di essere stato al limite freddo e insensibile nel trattare i casi delle vittime, e sostenendo che la sua posizione è “insostenibile.” Parole che hanno colpito anche in Vaticano, tanto che Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha dovuto spiegare in una dichiarazione che le parole di Saunders sono attribuibili a lui solo, e non sono le opinioni della commissione.

Ha detto padre Federico Lombardi il 1 giugno che “quanto è stato dichiarato dal Sig. Saunders (uno dei 17 membri della Commissione per la tutela dei minori) nel corso di una trasmissione televisiva è stato evidentemente dichiarato a titolo del tutto personale e non a nome della Commissione, che non ha il compito di investigare e pronunciare giudizi specifici su casi singoli.”

Padre Lombardi ha poi spiegato che “risulta inoltre che il card. Pell ha sempre risposto attentamente e in modo argomentato alle accuse e alle domande formulate dalle autorità australiane competenti e la sua posizione è stata resa nota ancora nei giorni scorsi da una sua dichiarazione pubblica, che deve essere considerata attendibile e meritevole di rispetto e di attenzione.”

Il caso per il quale il Cardinal Pell è stato nel mirino è quello di David Risdale, che fu abusato da Gerald Risdale, suo zio e precedentemente un prete. Risdale ha detto all’Australia’s Royal Commission che il Cardinal Pell, all’epoca arcivescovo di Sydney, ha cercato di corromperlo per metterlo a tacere.

Accuse che il Cardinal Pell ha negato con forza in una dichiarazione pubblica rilasciata a fine maggio – quella cui si riferisce Padre Lombardi - sottolineando di aver provato “ancora unavolta orrore” dai racconti degli abusi subiti da parte dei sopravvissuti e dall’ “impatto terribile” che questi abusi hanno avuto sulle loro vite, le loro famiglie e le loro comunità, dato che “il suicidio di così tante vittime è una enorme tragedia” e “i crimini commessi contro di loro da sacerdoti e religiosi sono profondamente male e completamente ripugnanti.”

Il Cardinale ha aggiunto: “Mai ho tentato di corrompere David Risdale o la sua famiglia o offrire a scopo di persuasione alcun tipo di supporto finanziario perché rimasse in silenzio. Al tempo della nostra discussione, la polizia era già conscia delle accuse contro Gerald Risdale e stava investigando. Allora e oggi, supporto queste indagini di polizia. Ho fatto già in precedenza una negazione giurata di queste accusa e reitero questa negazione.”

Uno statement che evidentemente non ha convinto Peter Saunders. Alla trasmissione 60 minutes, Saunders ha sottolineato che il Cardinal Pell ha avuto “una responsabilità morale” di fronte alla Royal Commission sulle Risposte Istituzionali agli Abusi Sessuali.

“Credo personalmente – ha detto Saunders – che la posizione (del Cardinal Pell) è insostenibile, perché ora ha un catalogo di negazioni.”

Ha aggiunto Saunders: “Credo che chiunque sia un serio ostacolo al lavoro della commissione e al lavoro del Papa nel cercare di ripulire le azioni della Chiesa su questo tema debba essere messo da parte molto velocemente e rimosso da ogni tipo di posizione e influenza.”

Secondo Saunders, il Cardinal Pell era presente nel 1982 a un incontro con Ronal Mulkearns, il vescovo di Ballarat (dove sono avvenuti gli abusi di Risdale), che in questo incontro i due abbiano discusso della necessità di spostare Risdale in un’altra parrocchia. “Credo sia inconcepibile che non abbiano saputo perché Risdale veniva trasferito,” ha detto Saunders.

Il Cardinal Pell ha risposto tramite il suo portavoce, che prima della trasmissione ha voluto sottolineare ancora una volta che il Cardinal Pell non ha mai incontrato Saunders, anche se ne riconosce “l’importante lavoro come un sopravvissuto degli abusi per assistere vittime, inclusa la creazione di un gruppo di sopravvissuti in Regno Unito,” oltre alla partecipazione alla Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori.

Sottolinea anche che sì, i membri della Commissione possono avere opinioni personali, ma i suoi statuti “rendono chiaro che il ruolo della Commissione stessa non include che si commentino casi individuali, e d’altronde la Commissione non ha la capacità di investigare casi individuali.”

Ma è ovvio – continua il portavoce, basandosi sul materiale promozionale – che “Saunders non è bene informato” delle accuse contro il Cardinal Pell nelle udienza sul caso Ballarato, e il fatto che non c’è stato nuovo materiale nelle recenti udienze, dato che molti dei problemi erano già stati affrontati nel rapporto finale della Inchiesta Parlamentare Vittoriana del 2013, in cui “non ci sono evidenze contro il Cardinal Pell.” “Queste vecchie e ripetute accuse sono state indirizzate molte volte al Cardinale sin dal 2002. “

Il portavoce si rifà quindi allo statement con il quale il Cardinal Pell negava ogni accusa di corruzione. “Non è chiaro – si legge nello statement – se Saunders sia consapevole delle dichiarazioni del Cardinale o sia stato in grado di rivedere il materiale” di precedenti inchieste e audizioni alla Royal Commission, come”non è chiaro se Saunders sappia che il Cardinal Pell ha stabilito entro 100 giorni dalla sua nomina ad arcivescovo un modello indipendente per supportare le vittime,” il cosiddetto “Melbourne reponse” che ha avuto il supporto della polizia e delle autorità civile. E conclude dicendo che il Cardinal Pell resta sempre a disposizione della Royal Commission, ed esprime da sempre la sua simpatia per le vittime.

Dopo la trasmissione, un altro statement, più breve, stigmatizzava “le false e fuorvianti accuse fatte contro sua Eminenza,” che sono “oltraggiose”, perché il Cardinal Pell, sin dalle sue prime azioni come arcivescovo, ha “preso una posizione molto forte contro gli abusi sessuali su minori e messo in pratica processi per fare sì che ogni accusa fosse portata avanti e investigata indipendentemente.” E preannunciava “azioni legali” in caso della pubblicazione di quel materiale.

Se ci sarà una prosecuzione legale, il caso non sarà di certo chiuso. Di certo, Peter Saunders si è mostrato un membro attivissimo della Pontificia Commissione per la Protezione dei Minori sin dall’inizio. Fu lui a scendere a Roma lo scorso 12 aprile per incontrare il Cardinale Sean O’Malley alla vigilia dei lavori del Consiglio dei Cardinali. Una normale riunione tra i membri di uno dei gruppi di lavoro in cui si costituisce la commissione, resa però incandescente dalle parole che lo stesso Saunders aveva rilasciato nel presentare la sua discesa a Roma, mostrandosi particolarmente critico con la nomina Juan Barrios Madrid a vescovo di Osorno (Cile), accusato di aver non solo nascosto, ma anche assistito, agli abusi perpetrati da padre Fernando Karadima negli Anni Novanta.

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