Accademia delle Scienza, una esperta di neuroscienze per Papa Francesco

La statunitense Maryanne Wold diventa accademico del Papa. Si è occupata dei rapporti tra lettura digitale e cervello

Maryanne Wolf, nuovo membro della Pontificia Accademia delle Scienze
Foto: Tufts University
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La sua opera più nota in Italia è Lettore, vieni a casa (Vita & Pensiero) ed è una indagine su come si stia trasformando la mente del lettore digitale. Ora Maryanne Wolf, neuroscienziata cognitivista e docente all’University of California di Los Angeles, porterà le sue conoscenze al servizio della Pontificia Accademia delle Scienze, di cui Papa Francesco la ha nominata accademica.

È l’ultima di una lunga infornata di nomine che stanno mutando la composizione dell’Accademia che ha sede in Casina Pio IV in Vaticano, e che appena la scorsa settimana si era riunita nella sua assemblea plenaria. La scorsa settimana, Stefano Piccolo, biologo molecolare, era stato incluso tra gli accademici, quinto di una serie di nuovi accademici: il 25 maggio, Papa Francesco ha nominato il professore Eric Steven Lander, il 26 settembre si è aggiunto agli accademici David Charles Baulcombe, mentre il 29 settembre è stata scelta come nuovo accademico Fabiola Giannotti, direttore del CERN di Ginevra.

Maryanne Wolfe, nata nel 1947, laureata in Letteratura Inglese, poi si è specializzata con un dottorato alla Harvard University nel Dipartimento Human Development and Psycology in the Graduate School of Education.

Dopo aver insegnato alla Tufts University di Boston, attualmente dirige il Center for Dyslexia, Divers Learners and Social Justice dell’Università di California a Los Angeles. Tra i suoi incarichi, quello di Presidential fellow della Chapman University e Membro del Board del Center for Advanced Study in the Behavioral Sciences, dell’Università di Stanford.

Si occupa in particolare del rapporto tra neuroscienze e istruzione; tematica che ha sviluppato nelle sue numerose pubblicazioni scientifiche. Lo studio sull’impatto della lettura digitale sul cervello è diventato uno dei centri della sua ricerca. Nelle sue pubblicazioni, Wolfe ha messo in luce come il cervello si adegui alla lettura veloce richiesta da tablet e smartphone, e dunque cambi dal modello della pazienza cognitiva richiesta dal libro. Sono ricerche che si inseriscono anche nella riflessione sull’intelligenza artificiale che la Santa Sede sta portando avanti.

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