Addio ad Enrico Marinelli, il Prefetto di Polizia che accompagnava Wojtyła in montagna

Si è spento ad Isernia ad 87 anni l'amico e angelo custode di Giovanni Paolo II

Una foto di Giovanni Paolo II ed Enrico Marinelli
Foto: Foto: Da "Papa Wojtyła e il Generale"
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“ Posso ribadire che Giovanni Paolo II si riposava solo camminando in montagna, perché nelle sue giornate non ha mai badato a risparmiare le forze e tantomeno a recuperare le ore le ore di riposo notturno che regolarmente saltava”. La frase è scritto nel libro “ Papa Wojtyła e il Generale” che raccoglie i ricordi di Enrico Marinelli per anni, dall’ 1985 al 1999,  il Prefetto della Polizia italiana che si è occupato della sicurezza del Papa.

Aveva 87 anni Enrico Marinelli e il 16 novembre scorso è spirato ad Isernia. La sua è una storia di amicizia con Karol Wojtyła. I funerali si sono svolti lo scorso 18 novembre nella chiesa di Sant’Amico di Agnone, l’ultimo saluto.

Ad Agnone, il suo paese, nelle famose fonderie Marinelli aveva anche portato il suo “amico” Papa, quello per il quale organizzava non solo la sicurezza come Prefetto delle Polizia di Stato, ma anche quelle passeggiate in montagna che facevano “riposare” Giovanni Paolo II.

Per capire come è nata questa amicizia basta sfogliare questo libro di memorie.

Giovanni Paolo II “ non era preoccupato per la sua sicurezza, poiché ha sempre apprezzato la mia disponibilità- scrive Marinelli- e il fatto che mi assumessi in prima persona tutte le responsabilità connesse con il servizio  prestato, mentre in più occasioni manifestava a me ed ai collaboratori più stretti qualche riserva sulla opportunità  delle sue piccole e limitate uscite dal Vaticano, essendo convinto che queste sue “vacanze” non fossero condivise, non soltanto da alcuni autorevoli esponenti della Curia Romana, ma anche, e questo costituiva il suo cruccio più forte, da parte dei fedeli. Per quanto riguarda questi ultimi, però, non era proprio così, tutt’altro”.

Marinelli ricorda una chiacchierata in montagna, durante una colazione sulla neve nella quale il Papa gli chiede cosa pensasse “ della comparsa sulla scena politica internazionale  del nuovo capo dell’ URSS Michail Gorbacev. Io prendo spunto dalle notizie(…) e mi permisi di rispondere al Papa che la Divina Provvidenza aveva inviato sulla terra nel secolo che noi stavamo vivendo due grandi personalità. Quella più illustre era proprio lui (…) e l’altra proprio il presidente Gorbacev”.

Il saluto e l’omaggio più grande per Enrico Marinelli sono propio il ricordo del suo sorriso e della sua disponibilità anche con noi giornalisti che cercavamo di seguire il Papa ovunque, e la amicizia che rimase con l’”Appartamento” tanto che anche dopo il suo ritiro andava spesso in vacanza “vicino” al Papa.

Marinelli era entrato in Polizia nel 1956 ed era a Roma negli anni del terrorismo, del rapimento di Moro e di tante altre vicende.

Di Papa Giovanni Paolo II diceva: “ Ho avuto il privilegio di essergli a fianco per quasi 15 anni” . E della sua prima giornata di lavoro a fianco del Papa diceva: “Giovanni Paolo II mi guardò con quei suoi occhi limpidi e penetranti, sorrise, e pronunciando alcune parole a mo’ di benedizione per me, pe rio mio lavoro, e per quello dei miei collaboratori, mi pose affettuosamente una mano sulla spalla”. Un gesto allora ben poco protocollare : “ ne fui rinfrancato e sentii che nel cuore di Giovanni Paolo II sin da quel primo momento, era scattata una scintilla di vera fiducia per me, dovuta non solo al mio impegno professionale, ma anche alla affidabilità connessa ai valori professati da un buon cristiano”.

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