ADF International: l’UE non ha più un inviato speciale per la libertà religiosa

Mentre in Afghanistan la liberà religiosa è sempre più a rischio, la posizione di “Inviato speciale per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell’UE” è stata, ancora una volta, lasciata vacante

Christos Stylianides
Foto: twitter
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Mentre in Afghanistan la liberà religiosa è sempre più a rischio, la posizione di “Inviato speciale per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell’UE” è stata, ancora una volta, lasciata vacante. Christos Stylianides ha accettato un ruolo nel governo greco dopo meno di cinque mesi da inviato.

Tutto questo viene riportato in un comunicato di ADF international. ADF International è una organizzazione giuridica confessionale che protegge le libertà fondamentali e afferma la dignità inerente di tutte le persone. Lavorando a livello internazionale, è presente presso tutte le istituzioni di importanza strategica.

Adina Poraru, Senior Counsellor per ADF International a Bruxelles, ha sottolineato: “Nessuno dovrebbe essere perseguitato a causa della propria fede. L’attuale situazione di cristiani, musulmani sciiti e altre minoranze religiose in Afghanistan evidenzia la necessità di un inviato speciale che si metta rapidamente al lavoro, concentrandosi sui bisogni dei più perseguitati nel mondo. Una rapida riconferma è fondamentale per mostrare un impegno reale nel migliorare le situazioni precarie che le minoranze religiose stanno affrontando in tutto il mondo”.

"La Commissione Europea aveva nominato Stylianides lo scorso maggio dopo che la posizione era rimasta vacante per due anni. Gli esperti di diritti umani avevano espresso preoccupazione per la scarsità di risorse e personale fornito per svolgere il mandato", si legge ancora nel comunicato ADF.

Portaru ha continuato: “Biasimiamo che questa posizione sia rimasta vacante per quasi due anni prima che Stylianides fosse nominato. Lo scorso agosto, l’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri ha dichiarato che ‘l’UE lavora incessantemente per affrontare le violazioni e gli abusi della libertà di religione o di credo’. Ci auguriamo che l’UE mantenga questa promessa e solleciti la Commissione europea a rafforzare la posizione dell’inviato speciale e a sviluppare l’importante lavoro già realizzato. Le vittime sul campo hanno un disperato bisogno di una risposta decisa da parte dell’UE. Con il suo inviato speciale, l’UE può guidare la risposta internazionale. Quella leadership è necessaria ora più che mai”.

Ma cosa fa l’inviato speciale UE per la libertà religiosa? "L’inviato speciale per la promozione della libertà di religione o di credo al di fuori dell’UE è stato introdotto nel 2016 per proteggere la libertà di religione o di credo per conto dell’UE nel mondo. Il Parlamento europeo ha chiesto all’UE di “istituire un rappresentante speciale permanente per la libertà di religione o di credo” nella sua risoluzione del 4 febbraio 2016 sull’omicidio di massa sistematico delle minoranze religiose da parte del cosiddetto “ISIS/Daesh”. Parte del mandato includeva visite in paesi con alcune delle persecuzioni religiose più violente al mondo per aiutare ad affrontare la situazione e sviluppare piani di risposta. L’inviato speciale ha svolto un ruolo decisivo nell’aiutare Asia Bibi a lasciare il Pakistan in sicurezza dopo essere stata assolta dall’accusa di blasfemia", risponde Adf nello stesso comunicato.

Robert Clarke, vicedirettore di ADF International, ha notato che “l’inviato speciale ha svolto un ruolo cruciale nel portare alla luce gli orrori della persecuzione religiosa a livello europeo. Il ruolo ha creato consapevolezza su alcune delle peggiori e persistenti violazioni dei diritti fondamentali in tutto il mondo e ha contribuito a concentrare gli sforzi dell’UE per contrastarle. L’UE dovrebbe non solo continuare, ma intensificare gli sforzi per proteggere la libertà di religione o credo in tutto il mondo. La riconferma di un inviato speciale per la promozione della libertà di religione o credo al di fuori dell’UE è ora più necessaria che mai”.

Stylianides è destinato a lasciare il suo ruolo di inviato speciale dopo aver accettato la nomina a ministro per la crisi climatica e la protezione civile nel governo greco. Gli è stata concessa la cittadinanza greca onoraria per assumere l’incarico.

 

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