Alano della Rupe e la devozione al Rosario

Il religioso domenicano fu propagatore della preghiera mariana

Un seminarista recita il rosario
Foto: Alexey Gotovskiy/CNA
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Fino a pochi decenni fa in tutte le chiese del mondo prima della Santa messa si recitava il rosario. E ciò, per fede, è rimasto tutt'ora presente in moltissime assemblee. Vuoi per devozione o anche per pia pratica, questa consuetudine era l'oggetto preferito delle meditazioni che si facevano, oltre che in chiesa, anche in casa.

Il Santo rosario è sempre stata la preghiera del popolo e per il popolo, che si ritrova in questa forma di venerazione alla Madre di Dio. Ed è bello osservare come, a distanza di tanti secoli, questa orazione abbia mantenuto tutto il suo fascino e tutta la sua grandezza.

Ogni difficoltà, pensiero o tensione è inserita nello scorrere delle Avemaria, alla ricerca della sua risposta che, chi ha fede non trova, ma riceve. Santi, mistici ma soprattutto semplici devoti hanno trovato e tutt'ora trovano, in questa devozione, la chiave della propria salvezza. Ed è proprio cosi.
San Pio da Pietrelcina ne fu devotissimo tanto da chiamarlo “l'arma”. Sant'Alfonso Maria de Liguori, vescovo e fondatore dei Padre Redentoristi, ad esso legava la propria salvezza tanto da scrivere, nelle Glorie di Maria (la sua più bella opera dedicata alla Vergine Maria), che il devoto di Maria non si perde, proprio in quanto la Dolce mamma lo salva dai pericoli. Il Beato Bartolo Longo fondò il Santuario della Madonna di Pompei, proprio per celebrarne il culto. Ma se questo è già molto, la lista di coloro che hanno diffuso questa preghiera, potrebbe essere infinita, tanto si dimostra è importante, per la vita spirituale.

Storicamente, la sua propagazione, si deve all'opera del beato domenicano Alano della Rupe (1428-1475) il quale, nel corso della sua vita, per un periodo (1464 al 1475) fu visitato da diverse apparizioni mariane, che gli confermarono l'importanza di tale pratica.

Nella storia dell'Ordine domenicano, la devozione al Santo rosario è, particolarmente, viva. Tanto che, nelle Costituzioni di questa famiglia religiosa è fatto vivo ricordo, ai singoli religiosi, la recita quotidiana di questa preghiera o anche della sua terza parte (Art.II-de aliis formis orationis).

Il beato Alano della Rupe, con il suo interessamento rese stabile questo culto, anche, con la creazione delle Confraternite del Rosario che consentono, ai propri affiliati, di poter approfondire questa meravigliosa pratica.

Secondo la tradizione, questo sacerdote domenicano fece risiedere a San Domenico, la diffusione del Salterio mariano (com'era chiamato, all'epoca, il Santo rosario).

Ma accanto a tutto ciò vi è anche e molto di più: Alano della Rupe fissò, su carta, le Rivelazioni della Vergine, che sottolineò l'importanza di tale preghiera, per la vita delle anime e della Chiesa. Queste sono:
1. A tutti quelli che reciteranno devotamente il mio Rosario, io prometto la mia protezione speciale e grandissime grazie.
2. Colui che persevererà nella recitazione del mio Rosario riceverà qualche grazia insigne.
3. Il Rosario sarà una difesa potentissima contro l’inferno; distruggerà i vizi, libererà dal peccato, dissiperà le eresie.
4. Il Rosario farà fiorire le virtù e le buone opere e otterrà alle anime le più abbondanti misericordie divine; sostituirà nei cuori l’amore di Dio all’amore del mondo, elevandoli al desiderio dei beni celesti ed eterni. Quante anime si santificheranno con questo mezzo!
5. Colui che si affida a me con il Rosario, non perirà.
6. Colui che reciterà devotamente il mio Rosario, meditando i suoi misteri, non sarà oppresso dalla disgrazia. Peccatore, si convertirà; giusto, crescerà in grazia e diverrà degno della vita eterna.
7. I veri devoti del mio Rosario non moriranno senza i Sacramenti della Chiesa.
8. Coloro che recitano il mio Rosario troveranno durante la loro vita e alla loro morte la luce di Dio, la pienezza delle sue grazie e parteciperanno dei meriti dei beati.
9. Libererò molto prontamente dal purgatorio le anime devote del mio Rosario.
10. I veri figli del mio Rosario godranno di una grande gloria in cielo.
11. Quello che chiederete con il mio Rosario, lo otterrete.
12. Coloro che diffonderanno il mio Rosario saranno soccorsi da me in tutte le loro necessità.
13. Io ho ottenuto da mio Figlio che tutti i membri della Confraternita del Rosario abbiano per fratelli durante la vita e nell’ora della morte i santi del cielo.
14. Coloro che recitano fedelmente il mio Rosario sono tutti miei figli amatissimi, fratelli e sorelle di Gesù Cristo.
15. La devozione al mio Rosario è un grande segno di predestinazione.

Il Santo rosario, cosi antico e cosi caro al popolo di Dio è veramente il modo migliore per meditare i misteri della vita di Cristo, in quanto, contemplando il singolo episodio si rivive ciò che fu per dono grazia e per questa preghiera.

 

 

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