America Latina, ecco il lavoro della Fondazione Populorum Progressio

Papa Francesco incontra i membri della Fondazione Populorum Progressio, Vaticano, 14 dicembre 2017
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Durante tutto il suo viaggio in Cile e in PerùPapa Francesco ha sottolineato l’importanza delle popolazioni indigene, ha richiamato alla loro lingua, ha fatto appello contro ogni sfruttamento. E sullo sfondo di questi appelli c’era il lavoro di una Fondazione Vaticana voluta da San Giovanni Paolo II proprio per aiutare le popolazioni indigene e campesinas.

Si chiama “Fondazione Populorum Progressio per l’America Latina”, è stata fondata nel 1992 ed è oggi affidata al Dicastero per il Servizio allo Sviluppo Umano Integrale. Il 13 dicembre scorso si è riunito il Consiglio di Amministrazione della Fondazione a Roma, al culmine di una conferenza che ne celebrava il 25esimo anniversario. Il 14 dicembre, il Consiglio di Amministrazione è stato in udienza dal Papa.

Potevano essere previsti discorsi, dopo che Papa Francesco aveva mandato un messaggio per il 25esimo. Ma discorsi non ce ne sono stati, perché il Papa ha preferito avere un dialogo con i vescovi del Consiglio di Amministrazione, che lui conosce da tempo. E ha sottolineato loro – raccontano i partecipanti – l’importanza dell’essere meticci, e il vantaggio che proviene dal venire da una cultura plurale. Lo aveva detto anche il giorno prima, nell’omelia per la festa della Madonna di Guadalupe.

Come lavora la Fondazione Populorum Progressio? Raccoglie fondi da diversi donatori, tra i quali c’è la Conferenza Episcopale Italiana che invia fondi attraverso il Comitato di Interventi Caritativi a favore del Terzo Mondo. Anche il Papa contribuisce alla Fondazione con parte delle donazioni che riceve.

Presidente della Fondazione è il Cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e monsignor Segundo Tejado Munoz, sottosegretario del dicastero, è parte del Consiglio di Amministrazione.

Nei 25 anni di attività i progetti realizzati dalla Fondazione sono stati più di 4.300 per un totale di oltre 41 milioni di dollari di fondi stanziati.

In Perù, la Fondazione ha finanziato 512 progetti con quasi 5 milioni di dollari. I progetti hanno riguardato la costruzione di infrastrutture, l’educazione, la salute, la finanza e le comunicazioni. In particolare, nel 2012 è stato realizzato un progetto per implementare la coltivazione dei pascoli rurali, appoggiando e sostenendo le comunità rurali della Regione di Huanuco.

In Cile, sono stati finanziati 193 progetti, per circa 1,7 milioni di dollari, negli stessi settori di intervento. In particolare, nel 2000 è stato realizzato un fondo rotativo per 150 campesinos di età compresa i 60 e i 90 anni nella provincia di Los Andes, per sostenere le microimprese e favorire l’autogestione di adulti e di anziani.

Il consiglio di amministrazione è presieduto dall’arcivescovo peruviano Javier Augusto Del Rio, di Arequipa, mentre vicepresidente è l’arcivescovo Oscar Urbina Ortega di Villacencio, in Colombia, lì dove Papa Francesco ha fatto tappa durante il suo viaggio nel Paese. Altri membri sono l’arcivescovo Murilo Sebastião Ramos Krieger, arcivescovo di São Salvador de Bahia e il vescovo José Luis Azuaje di Barinas (Venezuela).

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