Appuntamento il 10 giugno per la marcia Macerata- Loreto

Il momento finale della Marcia
Foto: Marcia Macerata - Loreto
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Iniziano a definirsi i principali dettagli del 39° Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto in programma sabato 10 giugno presso lo stadio Helvia Recina di Macerata con la celebrazione della Santa Messa del card. Kevin Farrell, Prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, prima di incamminarsi verso la Santa Casa di Loreto nella notte.

Quest’anno si potrà contare sulla presenza di oltre 3.000 volontari per garantire il buon andamento dei numerosi servizi,  a cominciare dalla segreteria che vede all’opera ben 300 persone, mentre per il servizio accoglienza è stata toccata quota 800, con giovani provenienti, oltre che dalle Marche, anche da Abruzzo, Emilia-Romagna e Lombardia. Più di 100 persone impiegate nel coro, 150 nel servizio liturgico (con circa 20.000 ostie da utilizzare), oltre 30 per l’accoglienza autorità ed ospiti, 140 per l’allestimento stadio, 30 per l’ufficio stampa, ben 500 volontari tra personale medico e paramedico (tra cui 50 medici), con l’impiego di 30 ambulanze e la presenza di quattro postazioni mediche avanzate, 10 punti di primo intervento e 15 postazioni mobili; in più sono 40 i pulmini del servizio accoglienza mobile messi a disposizione da volontari privati, con l’aggiunta di 11 pullman di linea.

L’amplificazione sarà dotata di ben 16 squadre per oltre 3000 persone, mentre sono 35 le persone tra podisti, accompagnatori e speaker impiegate con la fiaccola per la pace e durante il cammino saranno una trentina i podisti di varie società sportive provenienti, oltre che dalle Marche, da altre località italiane.  Le iscrizioni iniziano ad affluire e sono già più di un centinaio i pullman iscritti con varie provenienze dei pellegrini: la Svizzera tra le prime nazioni estere ad iscriversi con la presenza di due pullman da Lugano. Tra le città italiane Milano guida la fila con quasi 30 pullman, mentre si sono già segnati da Aosta, Cuneo, Belluno, Vicenza, Verona, Pordenone, Varese, Lecco, Padova, Piacenza, Arezzo, Potenza, Benevento, Andria, Foggia, Lesina e numerosi autobus dalle varie diocesi delle Marche.

Il titolo del Pellegrinaggio di quest’anno ‘Mi ami tu?’, tratto da un passo del Vangelo di Giovanni, è un invito a compiere un percorso di consapevolezza personale, con la coscienza che il rapporto tra uomo e Mistero passa proprio per un ‘sì’. Quest’anno l’impegno del cammino è offerto in particolare per le popolazioni colpite dal terremoto, per chi vive in situazioni difficili a causa della guerra, per i migranti, per i cristiani perseguitati e per i giovani. Al presidente del comitato organizzatore, Ermanno Calzolaio, abbiamo chiesto di spiegarci il titolo del pellegrinaggio di quest’anno: “Desideriamo rendere attuale il Vangelo e proporlo con entusiasmo. Il tema scelto quest’anno per il 39° Pellegrinaggio proviene dal capitolo 21 del Vangelo di Giovanni con questa domanda provocante ‘Mi ami tu?’ E’ la domanda che Gesù pone a Pietro e ci indica che per seguirLo occorre impegnare la propria libertà. Si è chiamati a rispondere. In questa domanda c’è lo stupore dell’attrattiva che è Gesù.

Il Mistero entra nella vita per diventare interlocutore della libertà dell’uomo, il quale può rispondere con un sì. La Madonna ha detto sì all’annuncio dell’Angelo e anche Pietro risponde sì alla sorprendente domanda di Gesù dopo che lo aveva tradito. Rispondendo sì, Pietro capisce che il legame con Gesù è più forte del suo tradimento e questo lo rimette in gioco senza che lui resti incastrato nel suo limite, che è il tradimento”.

Quale è il motivo per cui sempre più persone compiono questo pellegrinaggio notturno?

“L’uomo si riconosce un mendicante, non è qualcuno che è già arrivato alla meta, ma è un cercatore della patria lontana, uno che coltiva una grande nostalgia della Casa del Padre nel suo cuore, è colui che da questo orizzonte si lascia permanentemente provocare, interrogare. La grande tentazione è quella di fermare il cammino, di sentirsi arrivati, dominatori di un oggi che vorrebbe arrestare la fatica ed il disagio di un pellegrinaggio notturno. C’è tutta la vita. E sono sempre di più i giovani che accompagnano questo procedere verso la Santa Casa con un’intenzione particolare, con un’aspettativa, con una speranza e simbolicamente questo desiderio forte, profondo viene portato nel cuore della notte, raccolto in tasca, su un foglietto e fatto ardere la mattina nel braciere davanti al sagrato della Basilica. E’ un affidarsi continuo, incessante a Colui che raccoglie ed esaudisce il nostro sentire più vero. Si è arrivati a quasi 100mila presenze, perché diventa un’esperienza contagiosa… l’amico che lo ha fatto lo propone al suo vicino per camminare insieme. Non c’è altro metodo, più efficace di qualsiasi altra operazione di…marketing”.

Cosa è per il cristiano il pellegrinaggio?

“L’uomo appunto è uno cammina sulla strada. Vi si identifica in quanto ricercatore instancabile di Dio, in quanto bisognoso di illuminazione, di consolazione, di energia viva. Il pellegrinaggio regge il confronto con la modernità proprio per questa ragione di fondo: è la metafora del nostro vivere, del nostro essere. Vivere da pellegrini significa risvegliare continuamente l’esigenza di un’autentica spiritualità incarnata nella storia, generatrice di coscienza nuova e di pietà, capace di alimentare la speranza”.

Quest’anno la Fiaccola della Pace attraverserà i luoghi distrutti dal sisma: quale speranza comunicare?

“Quest’anno la Fiaccola della Pace, benedetta dal Papa mercoledì 7 giugno in piazza san Pietro a Roma, attraverserà i luoghi più martoriati dal terremoto del 2016, a cominciare da Amatrice, dove ci accoglierà il Vescovo di Rieti Domenico Pompili, quindi Norcia, Pieve Torina, Camerino. Non è un passaggio rituale o formalistico, ma è un segno importante, fisico, carnale da offrire a chi ha perso tutto, ma non la speranza di riprendere, di rialzarsi. La Fiaccola vuole essere come una mano tesa verso l’altro per rimettere in piedi la storia di migliaia di persone che hanno avuto lutti e drammi e alzare insieme lo sguardo verso quel positivo che non annulla o cancella, ma allieva macerie e rovine. Un positivo che ha il volto di chi ti è accanto e non ti dimentica, anzi ti illumina come la stessa fiaccola che rimane accesa e che percorrerà oltre 300 chilometri in tre giorni per poi concludere la sua corsa sabato 10 giugno allo stadio ‘Helvia Recina’ di Macerata prima della partenza e della Santa Messa, celebrata dal card. Kevin Farrell”. 

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