Asti, rubata la reliquia di Don Bosco. Monsignor Nosiglia: “Profonda miseria morale”

Urna Don Bosco
Foto: Arcidiocesi Vercelli
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“La notizia del furto di una reliquia di san Giovanni Bosco dal Tempio di Castelnuovo è di quelle che non si vorrebbero mai sentire. Perché ci fa pensare a una profonda miseria morale, quella di chi sottrae un segno che è stato lasciato e conservato per la devozione e la fede di tutti”. Sono le parole di sdegno e sgomento dell’Arcivescovo di Torino, Monsignor Cesare Nosiglia, appena saputo del furto dell’urna contenente il cervello di San Giovanni Bosco.

L’urna, che testimonia la presenza del santo nei luoghi dov’è nato, si trovava dietro l’altare maggiore nella parte inferiore del tempio nell’Astigiano. Alla Congregazione salesiana non risultano, in passato, altri furti o tentativi di sottrarre reliquie del santo la cui opera a favore della gioventù è presente in 90 Paesi del mondo con 1600 istituti. Le indagini risultano in corso. 

“La Chiesa di Torino è vicina alla Comunità Salesiana in questo momento vuole ricordare al Signore la sofferenza dei figli e delle figlie di don Bosco per la ferita che è stata inferta alla memoria del loro fondatore. Don Bosco era prete di questa Diocesi: due anni fa abbiamo celebrato insieme, con lostensione della Sindone e la visita di papa Francesco, i 200 anni dalla sua nascita”, continua nel suo messaggio l’Arcivescovo di Torino.

“Sono tanto riconoscente ai salesiani, per quello che hanno fatto per la mia famiglia, che era molto attaccata a loro”, aveva detto il Pontefice in quella occasione. “Mia mamma e mio papà – aveva aggiunto il Papa – sono stati sposati da un salesiano, missionario della Patagonia, proveniente da Lodi, che mi ha molto aiutato nella mia vocazione”.

“Nelle celebrazioni di domani, Solennità di Pentecoste, invito tutti i sacerdoti della Diocesi di Torino a ricordare nella preghiera la comunità salesiana – conclude monsignor Nosiglia addolorato - Invito anche chi ha sottratto la reliquia a restituirla subito, senza condizioni: perché si possa chiudere questa pagina dolorosa e continuare degnamente a poter onorare la memoria di don Bosco nel suo luogo natale”.

 

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