Azione cattolica. La Cei nomina i nuovi assistenti Acr e Msac

I nuovi assistenti Acr e Msac
Foto: azionecattolica.it
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

E’ festa in casa Azione Cattolica per la nomina di due nuovi assistenti nazionali. L’Associazione si dice “grata al Consiglio permanente della Cei per le nomine di don Marco Ghiazza, della diocesi di Torino, ad Assistente ecclesiastico centrale dell’Azione Cattolica dei Ragazzi (Acr), e di don Michele Pace, della diocesi di Andria, ad Assistente ecclesiastico nazionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica (Msac)”.

Le nomine sono state rese note oggi con il Comunicato finale della sessantottesima Assemblea generale dei vescovi italiani ed erano attesissime perché, fanno sapere dall’Ac, “del servizio degli Assistenti l’Azione Cattolica non può e non vuole fare a meno; perciò l’Associazione gioisce ogni volta che questo mandato viene affidato o rinnovato”.

“A don Marco e a don Michele l’augurio e la preghiera di tutta la gente di AC, nella speranza che questo loro nuovo servizio all’Associazione e alla Chiesa sia carico di luce e fecondo di doni dello Spirito, ricco della grazia del Signore”, spiegano dall’Associazione di laici più antica. “Un grazie riconoscente – continuano - va pure a chi li ha preceduti nei rispettivi incarichi, don Dino Pirri, che dopo il suo servizio all’Acr è parroco nella sua Chiesa di San Benedetto del Tronto, Montalto e Ripatransone, e don Tony Drazza, che continua il suo servizio all’AC come Assisteste ecclesiastico centrale per il Settore Giovani”.

Il benvenuto dell’Acr è giunto a firma di Teresa Borrelli, la responsabile nazionale: “Molti di noi conoscono già don Marco che finora ha servito l’Azione Cattolica della diocesi di Torino come Assistente diocesano dell’ACR e adesso siamo tutti pronti ad accoglierlo e sostenerlo in questo nuovo servizio. Grati al Signore per questo dono prezioso per la nostra Associazione, auguriamo a don Marco di accompagnare con entusiasmo l’ACR nazionale”.

Dal canto suo, il sacerdote torinese, in un messaggio all’Associazione dice il suo grazie, partendo dai suoi compagni di strada. Ma in particolare dice “grazie ai Ragazzi: l’Acr è loro ed è alla loro preghiera, unita a quella di tutti, che mi affido in modo particolare” “Venticinque anni fa – continua don Marco Ghiazza - veniva beatificato Pier Giorgio Frassati, figlio della Chiesa di Torino e figlio dell’Azione Cattolica: lo sento vicino in questo giorno speciale e sono sicuro che ci aiuterà a camminare insieme ‘verso l’alto’”.

Don Michele Pace accompagnerà invece gli studenti di Ac, in questi giorni alle prese – tra le altre cose - con il disegno di legge sulla Buona Scuola. Si immetterà nella “strada” dell’Associazione. “La strada – commenta - richiede fatica, impegno, dedizione: atteggiamenti necessari imparati nella bottega semplice della mia casa. La strada pretende amore: di cui mi sono nutrito alla mensa delle relazioni intessute nelle comunità che ho incrociato nel mio ministero. La strada parla di scuola: con gratitudine porto con me i colleghi e gli alunni incontrati nella mia breve esperienza d’insegnamento. La strada è la ricchezza dei viandanti: penso già ai ‘volti belli’ che incontrerò, alle parole che condividerò, alle passioni che bruceranno nel mio cuore. Parto come un mendicante per gustare la bellezza della gratuità”.

Con i nuovi presbiteri che affiancheranno il percorso formativo dell’Associazione si compie una volontà precisa: “Nella sua ricca tradizione e nella vita ordinaria l’Azione Cattolica continua a vivere i legami tra laici e presbiteri in una comunione che si nutre di amicizia spirituale e che si alimenta nella corresponsabilità del servizio alla missione della Chiesa – spiega la Presidenza nazionale -. Nel cammino dell’Azione Cattolica gli Assistenti non sono figure decorative o personaggi di complemento. Per focalizzarne l’identità e il servizio, basta leggere l’art 10 dello Statuto dell’AC che configura il ministero dell’Assistente ‘quale partecipe della missione del Vescovo, segno della sua presenza’ per ‘rendere più piena la comunione ecclesiale dell’Associazione’. E il nuovo Progetto Formativo dell’Associazione assegna agli Assistenti un ‘ruolo decisivo in ordine alla formazione di coscienze di laici coerenti, forti, capaci di vita cristiana autentica’”.

“Questi pochi tratti – continuano dall’Ac - sono in linea con la grande tradizione associativa che ha fatto maturare generazioni di laici adulti e responsabili nella vita della Chiesa e nella storia della società civile. La singolarità dell’AC sta proprio qui: è un’Associazione di laici non nonostante, ma proprio grazie all’azione discreta e forte di tanti sacerdoti che non hanno fatto da supplenti dei responsabili né da organizzatori della vita associativa, ma hanno trovato l’anima del ministero nella cura della vita spirituale delle persone, nella coltivazione del loro vincolo di comunione, nell’accompagnamento verso la missione”.

Ti potrebbe interessare