Bagnasco ai giovani della GMG: “Siate dissidenti!”

Il Cardinale Bagnasco con i giovani durante la GMG
Foto: primocanale.it
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L’invito ad “essere dissidenti”, a diventare “costruttori di una nuova società”, ad andare oltre la situazione contingente, il Cardinale Angelo Bagnasco lo lancia ai giovani che affollano la Chiesa dei Bernardini, appena dietro il Wavel, a fianco Casa Italia. È l’invito ad essere rivoluzionari nel modo giusto. Vale a dire, a riscoprire se stessi, e a scoprire il proprio legame con Dio, per trovare le risposte ed essere costruttori di una nuova civiltà.

In una catechesi di circa un’ora, densa di riferimenti a Georges Bernanos, Jacques Maritain, Emmanuel Mounier, Martin Buber, Romano Guardini, l presidente della Conferenza Episcopale Italiana ha invitato i giovani a guardarsi dentro ogni giorno, per scoprire di volta in volta l’intimo legame con Dio, a non cadere nel peccato della solitudine, il peccato di Adamo, quel pensare di essere autosufficienti che ci porta solo a isolarci da tutti, e a fare errori.

E a chi gli obiettava che il silenzio che chiedeva forse era troppo difficile, perché ormai si era sempre connessi ai social e se non si rimaneva connessi si veniva esclusi dal gruppo, il Cardinale ha risposto: “Esiste nella nostra vita la disciplina? Noi dobbiamo mettere in atto delle regole ogni tanto, delle selezioni, le regole sono libertà”.

Esattamente il contrario di quello che viene spiegato nella mentalità corrente, sempre più individualista, sempre più tesa ad andare oltre le regole. “Respiriamo un’aria di menzogna – denuncia il Cardinale - Ci vogliono far credere delle cose e ci dicono ciò che non dobbiamo pensare e non dobbiamo dire”.

Da qui, l’invito ai giovani: “Voi dovete creare delle polis alternative, delle città diverse con un linguaggio nuovo. E gli spazi, ecco le parrocchie, degli spazi dove il modo di pensare, il modo di giudicare le cose sia nuovo. Perché bisogna giudicare, non è vero che non si devono dare giudizi. Anche Gesù giudicava! Quello che diceva è che l’altro non deve essere schiacciato dal tuo giudizio. Ma questo non significa non creare spazi alternativi per il modo di giudicare, di valutare, di proporsi”.

Il Cardinale Bagnasco esorta a “diventare dissidenti”, ad essere come il bambino che “ha avuto il coraggio di dire che il re era nudo”, perché ci vuole verità, “viviamo in un mondo di bugie”.

E tra queste bugie, quello di una guerra di religione, che già il Papa ha negato più volte in aereo. Parlando con ACI Stampa, il Cardinale sottolinea che “c’è probabilmente qualcuno che ci vuole portare in una guerra di religione. Ma questo non è concepibile, perché Dio è sempre un Dio di pace. E per quanto gli uomini non possono avere un dio di guerra, di opposizione, di barbarie. Dobbiamo resistere a questa tentazione”.

La resistenza, secondo l’arcivescovo di Genova, dipende “moltissimo dal mondo musulmano moderato, che deve continuare in modo più forte a prendere le distanze da questi fatti e a condannarli. Questo è decisivo”. Ma c’è anche la necessità di “riprendere la propria identità culturale. Forse, nei tempi trascorsi, affermare l’identità poteva suonare come una contrapposizione divisiva. Non è così, Il dialogo si fa in due quando si ha qualcosa da dire. Se non si ha niente da dire, come si dialoga?”

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