Bagnasco alla adorazione Eucaristica: nessuno dica non so pregare

L'arrivo dell'Ostensorio al Porto Antico
Foto: CEN
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C’è tutta la suggestione della città del mare nella processione Eucaristica momento centrale ed atteso del Congresso Eucaristico nazionale di Genova. Sirene spiegate che si intrecciano con i canti e l'alto spruzzo d'acqua tipico dei vari delle navi e dei festeggiamenti nei porti.

Su una motovedetta l’ ostensorio ha attraversato il Porto Antico, ad attenderlo il fedeli che poi lo hanno accompagnato fino alla cattedrale. Silenzio e adorazione “nel silenzio davanti a Lui, ritroviamo il mistero santo della Messa: se la celebrazione eucaristica è un’immersione nel cielo, l’adorazione è distillare l’eterno nel quotidiano; se l’Eucaristia è nucleo incandescente, l’adorazione è un avvicinarsi al fuoco, fino a irradiarne la luce sul mondo”.

Il cardinale Angelo Bagnasco ha introdotto così l’adorazione.

Perchè, ha detto “adorare è riconoscere con gioia - fino alle lacrime – il primato di Dio e, quindi, la verità di ciò che siamo, piccole creature, ma creature amate.  Adorare è recuperare la misura delle cose, quell’essenziale che conta davvero nel cammino della vita.

Adorare è lasciarci guardare da Lui, che conforta e incoraggia, illumina e sostiene; Lui, che resta con noi sempre e che ci è così prossimo da farsi trovare a portata di cuore.

L’adorazione eucaristica ci consegna a uno “stare” alla presenza di Colui che ci vuol bene e che ci conosce per nome. E questo basta a sentire che non siamo soli nelle tempeste, che siamo importanti per qualcuno, che siamo avvolti da un abbraccio d’amore. Questo basta a rendere buona e giusta la vita.

  Cari Amici, nessuno dica: non so pregare, non so cosa dire, la mia fede è troppo povera e distratta. Dice il Signore: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap. 3, 14).

Sì, vieni, Signore (cf. Ap. 22, 17). Entra nella nostra casa, Ostia Santa, unica nostra speranza. Tu, stella luminosa del mattino, lascia che il nostro sguardo incontri il tuo: a Te guardiamo come il naufrago guarda la lanterna che rischiara la notte e vede finalmente il porto verso il quale dirigere il suo andare. Dove sarà pace e gioia ritrovata”.

La motovedetta che ha portato il Santissimo è stata impegnata in molte operazioni di salvataggio nel Meditarraneo nelal zona di Lampedusa.

La processione si è snodata per le vie della città fino alla cattedrale di San Lorenzo, una cassa in argento portata a spalla dai lavoratori di Genova è stata l'Ostensorio.

Il cardinale ha concluso il rito con alcune parole di ringraziamento per i vescovi presenti presenza che, ha detto, esprime la bellezza della nostra Chiesa in Italia.

Un grazie ai sacerdoti, "non fateci manacare mai il vostro affetto" in un vincolo di unità e collegialità.

Il cardinale ha ringraziato la gente che si è prodigata con umiltà e fede e si è riunita attorno al Sacramento, in loro ha detto abbiamo visto il Signore: "Lo abbiamo visto sul volto della nostra gente".

 

 

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