Becciu, la Beata Edvige Carboni è modello per le donne e la Chiesa in Sardegna

La beata Edvige Carboni
Foto: pd
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“Edvige è un valido riferimento per le donne di oggi, di ogni età e di ogni estrazione sociale. La sua semplice e profonda esperienza spirituale, contrassegnata da carità senza limiti, umiltà smisurata e preghiera incessante, è un modello ancora attuale, perché dimostra che anche in una vita semplice e ordinaria è possibile sperimentare una solida comunione con Dio e un apostolato caratterizzato dalla passione per l’umanità ferita e disagiata”.

Il cardinale Angelo Becciu Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi ha celebrato la beatificazione in Sardegna di Edvige Carboni. La sua vita “era intrisa di Dio, la cui presenza traspariva nella sua piccolezza evangelica e nella sua umiltà”.

Il Cardinale ha ripercorso la vita della beata, un “riconoscimento della santità di vita di una figlia di questa terra” e “ un grande motivo di orgoglio, ma è anche la dimostrazione delle profonde radici cristiane, che hanno da sempre ispirato i più alti valori umani della nostra gente”.

Becciu nella omelia ha ricordato che la nuova beata era  “mossa da una incessante carità verso gli altri, soprattutto i più deboli e indifesi”.

Una vera amica dei poveri e degli emarginati: “durante la permanenza a Roma era solita inviare pacchi-dono alle famiglie indigenti del proprio paese, inoltre era protesa con tutta sé stessa per il bene spirituale e materiale di quanti incontrava. Non c’era categoria di bisognosi esclusa dal suo cuore e dalle sue espressioni caritative”.

Una carità che nasceva dalla contemplazione dell’ Amore Crocifisso  che per Edvige è stato sorgente di vita. “Non poteva non essere così. Soffermarsi di fronte alla croce significa lasciarsi avvolgere dall’amore infinito di Dio al quale non si può non rispondere che con il dono totale di sé e avendo come unico parametro di misura Gesù stesso. Solo abbracciando la croce si ha la pienezza della vita e si è capaci di irradiare luce, speranza, conforto”.

Chi l’ha conosciuta era colpito dalla grande umiltà: “Ha potuto avere un cuore umile e colmo di carità, perché la preghiera di lunghe ore faceva scomparire ogni traccia di aridità e di pigrizia spirituale. Il suo costante dialogo con il Signore, raggiunse punte di grande intensità soprattutto nell’adorazione eucaristica”.

Infine l’invito per l’oggi:”Ora tocca a noi tutti, soprattutto a voi, care sorelle in Cristo, mantenere accesa questa fiaccola, custodendo e dando impulso all’eredità spirituale di questa singolare figura di donna, discepola del Signore”. Un invito per la Chiesa oggi in Sardegna “chiamata dalle odierne circostanze a servire la rinascita delle nostre città e dei nostri paesi, mobilitando le energie che il Signore costantemente le rinnova, per una instancabile operosità a servizio del bene, specialmente di quanti stanno ai margini della società”.

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