Becciu, la castità come valore e ideale di vita come insegna Anna Kolesarova

La beata Anna Kolesarova
Foto: annakolesarova.sk
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La Beata Anna Kolesarova “fu uccisa per la sua resistenza e per la fermezza nel difendere la propria integrità fisica e la virtù della castità”.

Lo ha ricordato a Košice, in Slovacchia il cardinale Angelo Becciu nella omelia del rito di beatificazione della Serva di Dio Anna Kolesárová, giovane laica uccisa nel 1944 da un militare sovietico durante l’occupazione dell’Armata Rossa. “Anna Kolesarova arrivò preparata al martirio grazie alla sua robusta vita spirituale, nutrita di preghiera quotidiana e di frequenza ai sacramenti” ha detto Becciu, e per questo “la Chiesa che è in Slovacchia può andare fiera di questa sua figlia che oggi è proposta come modello di vita ai credenti, soprattutto ai giovani, affinché riscoprano la bellezza dell’amore autentico, come anche il valore della purezza”.

Ed è per questo che “la beatificazione di Anna Kolesarova, riafferma il valore della castità come ideale di vita” e “il martirio della verginità continua a testimoniare la forza dell’amore di Dio e per Dio, amore che prevale sempre sulla cattiveria dell’uomo”.

Il cardinale ripercorrendo la vita della giovane martire ha proposto una riflessione sulla guerra: “Se noi viviamo in pace non possiamo dimenticare poi che molti paesi sono in guerra e conoscono le atrocità vissute in passato nella nostra Europa. Quante bambine e donne continuano ad essere oggetto di violenza! Addirittura lo stupro è considerato arma da guerra, rimane impunito, senza essere riconosciuto come crimine contro l’umanità Ma quante violenze si perpetrano ancora sulle donne anche in questa nostra civile Europa dove il femminicidio continua a prosperare e il corpo della donna è spesso oggetto di commercio indegno della persona umana!”.

Una storia quella di Anna  rivalutata dopo il 1989  con un pellegrinaggio di giovani nei luoghi dov’era vissuta. “Il funerale, nel 1944, si era svolto in segreto, per paura di rappresaglie, senza nemmeno la presenza di un sacerdote. Ma la vita è più eloquente della morte e la testimonianza di Anna è giunta fino ai nostri giorni e in tanti, specialmente giovani, in questa giovane martire hanno riscoperto la bellezza di una vita spesa per rimanere fedele all’amore di Cristo”.

Il Prefetto della Congregazione per le Cause dei santi ha ripreso i temi cari a Papa Francesco: “«Sapete di essere amati e accolti da Lui in modo incondizionato, così come siete?». Anna lo sapeva. «Il periodo della giovinezza è quello in cui sboccia la grande ricchezza affettiva presente nei vostri cuori, il desiderio profondo di un amore vero, bello e grande. Quanta forza c’è in questa capacità di amare ed essere amati! Non permettete che questo valore prezioso sia falsato, distrutto o deturpato».”

Un pensiero anche sulla salvaguardia del creato e al prossimo Sinodo e ha concluso: “Guardando al martirio della giovane Anna, figlia di questa amata terra e di questa Chiesa, preghiamo perché i nostri cuori possano attaccarsi ai veri tesori delle virtù cristiane e andare ogni giorno in cerca della perla più preziosa, che è Dio. Custodiamo la purezza dei nostri cuori per essere beati e poter un giorno vedere Dio”.

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