Belgio, i numeri di una crisi per ora giustificata dalla pandemia

Il rapporto annuale della Chiesa in Belgio, pubblicato una settimana dopo la visita ad limina, mostrano che una crisi c’è. Ma che, di fatto, questa crisi non si può definire

I vescovi belgi con Papa Francesco lo scorso 25 novembre 2022
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Solo il 37 per cento delle persone morte in Belgio hanno chiesto di essere salutate con un funerale religioso, mentre la pratica domenicale della Messa è scesa del 20 per cento. Il rapporto annuale della Chiesa in Belgio non presenta numeri incoraggianti, anzi. Ma, ed è questo un dato da considerare, i numeri si riferiscono ad un periodo in cui c’era ancora la pandemia, e vanno calati in quella realtà di emergenza. Qualche speranza c’è, insomma. Ma è labile, considerando la situazione generale.

Per una coincidenza temporale, il rapporto è stato pubblicato pochi giorni dopo la visita ad limina dei vescovi del Belgio a Roma, durante la quale avevano sottolineato che no, non erano come i tedeschi e che non andavano a rompere l’unità della Chiesa.

In ballo c’era la questione della benedizione per le coppie omosessuali (in realtà, più una preghiera) delineata dai vescovi delle Fiandre, ma anche la posizione su alcune questioni nazionali, a partire dalla più liberale legge sull’eutanasia fino al secolarismo, il vero problema, secondo quanto dichiarato dal Cardinale Jozef de Kesel, arcivescovo di Bruxelles, in molte interviste.

De Kesel, commentando il rapporto, ha anche raccontato di notare che “mentre le restrizioni sparivano, abbiamo potuto notare quanto erano felici le persone di fede di potersi riunire di nuovo e stare vicine”.

Quali sono i numeri? Nel 2021, sono stati amministrati in Belgio 36.834 battesimi, dei quali 162 ad adulti. E poi, ci sono state 41.751 prime comunioni, 35.783 cresime, 4.032 matrimoni religiosi, mentre altri 48 matrimoni sono stati dichiarati nulli. Come detto, sol il 37 per cento dei defunti ha chiesto un funerale religioso, mentre 5.237 persone hanno chiesto di essere tolte dai registri dei battezzati.

Come prevedibile, e come successo spesso dopo l’emergenza COVID, la partecipazione all’Eucarestia domenicale si è ridotta. Per fare un paragone: la terza domenica di ottobre del 2021 sono andate a Messa 166.785 persone, quasi 80 mila in meno della stessa domenica di ottobre del 2019. A Natale, 347.229 persone hanno preso parte all’Eucarestia.

In Belgio ci sono 1.975 sacerdoti, che attendono a 3.660 parrocchie. Ma è un compito difficile, anche perché non c’è stato ricambio generazionale e pochissime nuove vocazioni, tanto che il 52 per cento dei sacerdoti ha più di 75 anni, e dunque è già oltre l’età della pensione.

Includendo diaconi, assistenti parrocchiali, agenti pastorali si arriva 2.299 ministri del culto, e non sorprende che di questi, 465 sono stranieri, provenienti addirittura da 55 comunità differenti, in maggioranza congolesi, francesi, polacchi, italiani e indiani.

Il polacco si parla in 16 parrocchie, il tagalog in 14, lo spagnolo in 13, l’Italiano in 9, Ucraino e inglese in 8 parrocchie.

Secondo il rapporto, la Chiesa Belga sta affrontando un nuovo cammino nell’ambito dell’ecologia o della gestione del patrimonio, come per esempio affittando le chiese vuote di fedeli per concerti e attività non liturgiche. Nelle Fiandre è un fenomeno diffuso, così come è diffuso il “prestito” degli edifici: lì, ci sono 107 chiesa aperte ad attività religiose di altre comunità religiose cattoliche o cristiane, mentre sono 202 le chiese con uso secondario con diviso e 564 le chiese con uso multifunzionale.

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