Benedetto XV, il plauso alla "Polonia semper fidelis"

Nell'ottobre 1918 Papa Benedetto XV annunciava l'intenzione di creare cardinale l'Arcivescovo di Varsavia come riconoscimento della fedeltà della Polonia alla Chiesa

Il futuro Cardinale Kakowski
Foto: pubblico dominio
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Con una speciale missiva il 15 ottobre 1918 Papa Benedetto XV annunciava all’Arcivescovo di Varsavia, Monsignor Kakowski, l’intenzione di elevarlo alla dignità cardinalizia nel prossimo concistoro che il Pontefice avrebbe presieduto. Succederà 14 mesi più tardi, il 15 dicembre 1919.

Il Papa spiega al futuro porporato la sua scelta: “la storia – osserva Benedetto XV - ha registrato a caratteri d’oro le benemerenze della Polonia verso la religione cristiana e la civiltà europea, ma ha dovuto pur registrare quanto male l’Europa l’ha ricompensata. Dopo averla spogliata violentemente della sua personalità politica, si tentò anche, in alcune parti, di rapirle la sua fede cattolica e la sua nazionalità: ma, con ammirevole resistenza, i Polacchi hanno saputo l’una e l’altra conservare, ed oggi, superstite ad una oppressione più che secolare, la Polonia semper fidelis, è più viva che mai”.

Presto – spiegava Benedetto XV – “saranno meglio conosciute tutte le inenarrabili sofferenze del popolo Polacco e la sollecitudine incessante, veramente materna, della Santa Sede per venire in suo aiuto”.

Pertanto il Papa decideva di dimostrare alla Polonia “una ulteriore e più solenne prova della Nostra benevolenza e della Nostra fiducia: ed a questo fine, nel primo Concistoro che il Signore Ci concederà di celebrare, intendiamo di elevarLa alla dignità cardinalizia. La Sacra Porpora, mentre sarà un riconoscimento ed una ricompensa delle di Lei esimie virtù sacerdotali e dei grandi meriti che Ella si è acquistati sia nell’ordine ecclesiastico che nell’ordine civile, sarà pure, lo speriamo, un vincolo che unirà più strettamente ancora la Polonia alla Cattedra di San Pietro”.

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